Nonantola come un cantiere romanico

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E’ come ingessata, dentro, la grande chiesa di Nonantola. Tutto il suo interno – le pareti, le navate, i pilastri, i grandi capitelli, il presbiterio rialzato, il doppio accesso alla cripta… – tutto è imbrigliato in una gabbia di tubi di metallo. Serve a consolidarla, e a permettere ulteriori lavori di consolidamento, decisi dopo il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna alcuni anni fa.

È possibile accedere al “ventre” di questa balena piena di lische, al centro di questa prigione antica, e guardare lo spettacolo inedito.

Socchiusi gli occhi, così che il ferro dei tralicci possa sembrare legno, potete anche immaginare di essere tornati indietro, a quando la basilica era un cantiere, e sui ponteggi e sui camminamenti si muovevano muratori, scalpellini, pittori, e gli uomini che ne costruirono le possenti pareti. Occasione rara per un viaggio indietro di mille anni, fino al fervente e brulicante tempo romanico.

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