Tolosa: St-Sernin e il portale perduto

Tolosa è tra le più belle città d’Europa, e la chiesa di St-Sernin è bella almeno quanto la città. Di eccezionale ha le dimensioni – era tra le maggiori basiliche medievali, ed è la più grande a noi pervenuta – e l’equilibrio delle forme. L’interno a cinque navate è un punto di arrivo dell’architettura romanica compiuta: i suoi costruttori sembrano aver lavorato con precisione neoclassica nella ripetizione dei moduli e stupisce, in un edificio che ha quasi dieci secoli, la sensazione che si prova, di compiutezza e padronanza, di modernità e insieme di originalità.

Certo, a chi ama e gusta il romanico delle montagne, o quello primitivo fatto di legno e pietre squadrate male, St-Sernin non darà grande emozione. Ma a chi insegue il percorso degli architetti romanici, fino all’equilibrio e all’ordine massimi, la basilica rosa apparirà come un luminoso punto di arrivo, perfetto anche negli negli esterni fino alla zona delle absidi, davvero un capolavoro di equilibrio.

Tolosa

St-Sernin, il transetto e le absidi

La basilica di St-Sernin, e la città di Tolosa nel suo complesso, sono anche luogo eccelso di scultura medievale. Dovunque in città – città di chiostri, città di capitelli – l’atelier tolosano ha lasciato tracce, molte delle quali sono ora raccolte nei musei civici. Ma fa mostra del proprio stile dolce ed elegante già anche nel portale laterale della chiesa, detto “di Miégeville”, dov’è scolpita una leggiadra ascensione, che ha fatto scuola.

TolosaFacciata

Il corpo occidentale aggiunto alla basilica

Grande, compiuta, definitiva creazione del romanico, la basilica si St-Sernin è quindi punto di arrivo in tema di architettura, e paradigma di classe quanto a scultura. Potrebbe essere definita perfetta, se i secoli a seguire non si fossero impuntati a ridisegnarne la parte occidentale. Ed è inevitabile chiedersi come avrebbe potuto essere la facciata prevista dal progetto romanico, al posto della quale il medioevo più tardo ha costruito quel corpo occidentale massiccio e sporgente che vediamo tuttora. E ancora viene da chiedersi come poteva essere il portale principale di quella facciata: sorta nella stessa terra che ci ha regalato i timpani di Moissac e Conques, costruita da artisti abilissimi in una città che della scultura romanica fu la scuola e la culla, per la facciata di St-Sernin forse si costruì, o almeno si immaginò, un portale eccezionalmente grande ed eccezionalmente bello. Che purtroppo non vedremo mai.

4 pensieri su “Tolosa: St-Sernin e il portale perduto

  1. Giulio Giuliani ha detto:

    Liudmila Pirojenko (da Fb):
    È davvero meraviglioso – grazie per avermela fatto conoscere. Peccato che forse non c’è disegno di committente che offre edificio originale al dio…. siamo proprio sfortunati

    Mi piace

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