A Kilpeck: ci aspettano i due vichinghi

Andiamo a Kilpeck, dove due magnifici guerrieri normanni ci attendono da secoli. Sbarcati in terra inglese, attraverseremo l’isola da mare a mare, apriremo cinque porte senza eguali, e infine li incontreremo là, sulla sesta porta, in piedi ad aspettarci.

L’appuntamento, già fissato, con gli antichi soldati di Kilpeck, non ci mette fretta. Arriveremo alla colonna su cui sono scolpiti; ma per giungere al loro cospetto percorreremo, passo dopo passo, un viaggio attraverso i più belli tra i portali scolpiti dal romanico Oltremanica.

InghilterraPortaliItinerario

La nostra nave attraversa lo Stretto, e cala le vele e attracca nell’estremo sud-est del Kent, dove la costa inglese quasi tende la mano al Continente. A pochi chilometri già incontriamo la prima “porta”: a Barfrestone ci aspettano la chiesa di St. Nicholas e la prima delle cinque porte normanne. Intorno al Cristo in gloria, è tutto un girotondo, elegante e sottile, di figurine. Ci sono musici, angeli, teste coronate, animali, mostri mitologici: intorno ad ogni figura, i racemi e il fogliame disegnano circoli eleganti. A Patrixbourne, poco distante, la seconda porta aggiunge geometrie nuove al gioco di cerchi di Barfrestone, e la pietra consunta sembra assottigliare ancor più le figure scolpite. Ma è già chiara la caratteristica dei portali normanni d’Inghilterra – la regola è: linee sottili, e decorazione che si estende diffusa su tutto lo spazio a disposizione – che ad Ely giunge all’apoteosi: nella terza porta del nostro viaggio, infatti, la scultura scivola fuori dal timpano, attraverso i capitelli, fin giù lungo le colonne. E’ tutto un intarsio, la “Priors Doorway” della cattedrale di Ely; è un merletto, un ebano finemente scolpito… E se ad Iffley, sulla quarta porta, nel lato sud della chiesa di St. Mary, tutto sembra più piano e moderato e le sculture si riordinano in un equilibrio molto… british, a Malmesbury invece rifiorisce una decorazione fitta e sottile: la quinta porta è di nuovo pienissima di rilievi e figure, quasi un rampicante salisse da terra lungo le colonne, per conquistarle, e coprirle tutte di una fitta vegetazione marmorea.

E siamo già sull’Oceano, e siamo ormai a Kilpeck, infine. La chiesa di Santa Maria e San David ci accoglie con la sesta porta. La più bella? Forse. Strani vegetali hanno preso posto nella lunetta, là dove ci si aspettava di trovare il Salvatore con i suoi angeli… e mascheroni pesanti, quasi glifi aztechi, corrono negli archivolti. Le colonne, però, sono magiche, ai lati del varco d’ingresso: su quelle esterne, più sottili e simili, rami grossi, quasi serpenti che risalgono l’albero della vita, si intrecciano a tralci più sottili; delle due colonne maggiori, più interne, quella a destra è finemente ornata di soli vegetali; a sinistra, invece, tra le volute si stagliano, uno sopra l’altro, i due guerrieri a cui avevamo promesso una visita.

Compagni nel passo, entrambi armati, entrambi protetti da una pesante cotta, indossano entrambi larghi pantaloni. Come se l’intreccio di volute vegetali non bastesse a trattenerli, entrambi sembrano ulteriormente legati da una lunga cintura, annodata sul ventre, che risponde e completa le volute tutte all’intorno.

KilpekPortale

Il portale della chiesa di Kilpeck

Vegliano insieme sulla chiesa, i due guerrieri? Difficile dirlo. E da dove vengono questi fieri normanni, che ricordano i soldati dell’arazzo di Bayeux? Perché si sono fermati in questo luogo, tra i rami intrecciati del portale? Di nuovo, è difficile rispondere: “I motivi che hanno fatto esplodere a Kilpeck questo straordinario fuoco d’artificio – scrive Lucien Musset – sono assolutamente misteriosi. Non c’era nessuna ragione particolare perché le influenze della scultura scandinava su legno, che sono assai evidenti, si facessero sentire proprio qui: la valle del Wye (…) non aveva potuto servire in alcun modo ai Vichinghi come asse di penetrazione”.

Come dire: Normanni, certo. E che siano giunti da sud, dalla Normandia francese già conquistata, o da Nord, dalle terre di origine in Scandinavia, poco importa a chi, a sua volta, è arrivato fin qui per incontrarli e ammirare le loro armi vichinghe.

 

 

 

Pubblicato in: Idee

8 pensieri su “A Kilpeck: ci aspettano i due vichinghi

  1. Giulio Giuliani ha detto:

    Enzo Musard (da Fb):
    Nel mio saggio “Musard di Staveley” narro la spedizione di Guglielmo di Normandia del 1066 e la storia dell’arazzo di Bayeux, realizzato dalla consorte Matilda. Nel racconto ho inserito anche l’elenco dei nomi dei 703 nobili cavalieri normanno-viking (contenuti nel rotolo di Falaise e compreso ben quattro Musard) che seguirono il Duca alla conquista del trono inglese.

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  2. Giulio Giuliani ha detto:

    Enzo Musard (da Fb):
    Ricordo che nel IX e X secolo i Viking crearono nel centro-sud dell’isola britannica il dominio detto Danelaw, l’area dove veniva imposto il pagamento del Danegelt, ovvero la tassa per non essere molestati dalle loro razzie (analoga tassa la imposero persino a Costantinopoli)… Non è da escludere che giunsero anche nell’ Herefordshire, fino in Galles, anche se questo Regno non era compreso nel Danelaw..

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    • Giulio Giuliani ha detto:

      Quindi i “normanni” sferzarono l’Isola ben prima dell’arrivo di Guglielmo il Conquistatore, nell’XI secolo. Interessante capire come l’Inghilterra sia stata a lungo terra di conquista, prima di diventare a sua volta conquistatrice.

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      • Giulio Giuliani ha detto:

        Enzo Musard (da Fb):
        Esatto Giulio, veramente la presenza viking risale già dal VI secolo, sicuramente provenienti dalla Scandinavia, per poi affermarsi nel’VIII e IX secolo. Fu dall’isola britannica che, dopo conquistate le lsole del nord, partirono alla scoperta dell’Islanda e poi della Groenlandia. Quindi prima della vicenda di Hastings del 1066. La conquista di William di Normandia fu solo una lotta dinastica per la corona, visto che il Re inglese, prima di morire, lo aveva nominato suo erede legittimo al trono inglese, perchè suo nipote (per parte di madre) e discendente del vecchio Re Sven, già titolare della corona inglese. Solo che i sassoni non volevano tornare sudditi di un sovrano Viking.

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  3. Anonimo ha detto:

    Cher ami Kilpeck sera une de mes prochaine visite cet art roman normand d’Angleterre où les entrelacs accordentsi bien avec les arts venus de Scandinavie et d’Irlande sont fascinant tout comme aux bénitiers proches de Castle Frome et de Eardisley .

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  4. Rossana Lenzi ha detto:

    E’ da tanto che ti seguo, dai re Magi d’Autun, Credevo di poterti insegnare qualcosa, pensa tu! Io desidero davvero ringraziarti per questo mondo meraviglioso che dividi con noi senza chiedere nulla in cambio… nemmeno un grazie. Non vorrei sembrare sdolcinata, ma credo che questa sia una forma d’amore. Dunque, stasera è il 10 agosto. In un mondo tanto scuro, chiederò alle stelle che questa luce non si spenga.

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