Il capitello su cui Viollet-le-Duc giocò e fece (male) il verso a Gislebertus

Diavolo di un Viollet-le-Duc. Ha salvato grandi chiese medievali, ha ricostruito navate e facciate, e si è speso come nessun altro, in Francia, per la conservazione delle più belle opere romaniche; e però con la sua passione incontenibile, e utilizzando per i restauri i modi e i mezzi del suo tempo - l'Ottocento - ha …

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Fleury e i sette miracoli di Benedetto

Quante volte siamo stati a Sant-Benoît-sur-Loire, e quante già abbiamo visitato l'abbazia di Fleury! E però ogni volta, ammirata la stupefacente torre-portico fiorita di capitelli, abbiamo disdegnato - ed è colpa grave - di affondare il nostro passo dentro la grande chiesa, fino al suo cuore, alla sua ragion d'essere. Quanta sufficienza in quegli sguardi …

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Vézelay: un museo che nessuno vede certifica la bellezza della Madeleine

Al di là di una porticina sottile sottile, nell'angolo più lontano degli edifici superstiti, l'abbazia di Vézelay nasconde ai più il proprio piccolo museo. Il Musée de l'Oeuvre de la Madeleine ha dimensioni ridottissime - due sale in tutto, una trentina di pezzi romanici scolpiti, a cui se ne aggiungono forse altrettanti di epoca successiva …

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Come presero il potere e poi lo persero le colonne giganti del coro romanico

Con la fantasia e con l'ardire che li contraddistinse, i costruttori di chiese del tempo romanico s'inventarono di schierare intorno all'altare un picchetto di giganti; e da quel giorno in poi, disposte in semicerchio, le "colonne del coro" hanno continuato a far la guardia al presbiterio, da vere protagoniste, fino a quando la svolta gotica …

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L’opera vasta e tarda di Arnau Cadell

Tre chiostri medievali di primo livello, che i libri dicono romanici, stanno al confine con l'arte del tempo nuovo, non gotici, forse, ma quasi. I primi due sono quelli di Tudela e di Arles, accomunati da un'eleganza formale un po' stanca; il terzo è il chiostro di Sant Cugat del Vallès, vasto e notissimo cuore …

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Capitelli a stampella? È arte difficile. Santa Sofia, però, rompe gli schemi

Fosse ebbe fretta, Giovanni IV, l'abate di Santa Sofia che, verso la metà del XII secolo, ricostruì il chiostro del monastero; e forse per l'ansia di veder terminata l'opera decise di mettere al lavoro, contemporaneamente, maestri scultori dallo stile differente. Nel chiostro beneventano, così, si alternano capitelli con semplici decorazioni geometriche (probabilmente realizzati in epoco …

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