Attraversando la “Prior’s Door” di Ely

Le foto “antiche” di una chiesa romanica, magari ancora in bianco e nero, ci offrono sempre una visione ulteriore, e spesso più approfondita, sulla storia di quel particolare monumento. Ma ancor di più mi appassiona una categoria particolare di fotografie storiche: ed è quella in cui una chiesa, un battistero, un portale, un gruppo di rilievi romanici non solo sono ritratti com’erano molti anni fa, ma anche dialogano con lo sguardo o con l’agire di un uomo, anche questo, ovviamente, di molti anni fa.

Tra queste foto un po’ consunte, ma sempre vive perché fissano e rappresentano il rapporto intenso che si crea tra i capolavori romanici e l’animo umano che li incontra, una delle più belle ritrae la “Porta del Priore” della cattedrale di Ely, nel momento in cui un monaco, come avrà fatto infinite volte nella vita, ne spalanca lentamente il portone e la attraversa per entrare in chiesa.

“Ely, Prior’s Door and Old Bedesman”, di F. H. Evans, 1891

La Prior’s Door è forse il più bell’esempio di portale scolpito in Inghilterra. Dentro l’immensa abbazia medievale di Ely, che nella sua struttura attuale è già meno romanica di come vorremmo, è uno degli elementi del XII secolo ancora conservati, e certamente il più prezioso. Incarna perfettamente il gusto del romanico d’Oltremanica, votato ad un fitto e raffinato decorativismo: e se nei portali di Patrixbourne e di Barfrestone i rilievi si spiegano diffusi su tutto il timpano, qui addirittura la decorazione straborda, oltrepassa i confini della lunetta e degli arconi che le fanno da corona, e scende ad invadere, pur con grande coerenza – un po’ come accade a Kilpeck – i sostegni del portale, fino alla loro base. Con sapiente equilibrio, quasi a bilanciare il florilegio di rilievi e decorazioni che la circonda, la lunetta invece propone una scena dalla chiara e piana leggibilità: il Cristo in Gloria, col volto imberbe, benedice e regge il Libro dai sette sigilli; due angeli che ne reggono la mandorla, con una posa che richiama certi timpani di Borgogna, e che permette loro di riempire lo spazio con autorevolezza. E si noti come lo scultore ha saputo utilizzare, al servizio della sua ordinata costruzione, anche l’architrave sottostante alla lunetta; la quale è evidentemente un elemento separato dalla stessa, ma ospita, con una trovata davvero significativa, tutta la parte bassa della scena, così che i piedi dei due angeli e anche quelli del Cristo, e la mandorla stessa, sono un po’ dentro e un po’ fuori… proprio come il monaco della nostra foto in bianco e nero.

La “Porta del Priore” in uno scatto recente (foto: Verbcatcher)

Tra quelle che ricordo, almeno quattro altre foto storiche, per tornare al punto di partenza, meritano di stare al fianco di quella scattata ad Ely molti decenni fa, e di esse Before Chartres ha già scritto qualcosa, per chi volesse proseguire il viaggio. La prima ritrae un nobiluomo intento ad osservare il “portale della caccia” di Bourges; nella seconda, un anziano cittadino di Tolosa si riposa all’ombra seduto a pochi passi dalla “Porte Miègeville”, sul fianco della basilica di Saint-Sernin; nella terza, a guardarsi a vicenda sono il portale “eretico” della chiesa di Espalion e Arthur Kingsley Porter, uno degli studiosi che meglio l’ha saputo osservare; nella quarta, una cartolina “storica” due francesi si guardano, da sotto in su, il bel portale di Bourg-Argental… Chi ne ricordasse altre e avesse voglia di segnalarle, trova questo blog in fiduciosa attesa.

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4 pensieri su “Attraversando la “Prior’s Door” di Ely

  1. Paolo Salvi ha detto:

    Stupendo racconto per uno stupendo portale romanico, ammalianti l’uno e l’altro, per i preziosi rimandi iconografici al passato. Ely è un capolavoro dell’architettura normanna e questo piccolo portale ne esalta la bellezza complessiva. La mandorla costretta ad invadere l’architrave per dispiegarsi sufficientemente ampia per la tipica narrazione del Cristo giudicante è una scelta artistica originale e sorprendente assieme.

    "Mi piace"

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