Quanto mistero in quei pesci nascosti…

BourgArgentalPesci

Pietro dialoga con Gesù. A destra, nascosti, i due pesci

Due pesci, a terra, nascosti in un angolo, ma pieni di significato: è colpa loro se “Before Chartres” torna ad occuparsi una seconda volta – non è mai successo, fin qui! – dello stesso rilievo. Due pesci, a terra, nascosti in un angolo. Il capitello è quello che, nel portale di Bourg-Argental, racconta la “pesca miracolosa”. E va da sé, che di pesci, nel racconto, ce ne devono stare, e anche molti: una rete piena ne tirarono su gli Apostoli, seguendo il consiglio di quell’Uomo che dalla riva li aveva esortati ad un nuovo tentativo, dopo una notte inutile e sprecata. Il racconto è noto, e il capitello di Bourg-Argental lo rappresenta chiaramente: la barca è in mare, e gli Apostoli faticano ad issare la rete stracolma; ma Simon Pietro, che dopo il miracolo ha compreso che quell’Uomo è Gesù risorto, già lo ha raggiunto a riva, e già gli sta di fronte, riconoscendolo – di nuovo – come il Maestro e il riferimento della sua vita, che da lì in poi sarà quella di un “pescatore di uomini”.

Due pesci, però, stanno a terra, nascosti in un angolo. Sono alle spalle del Signore che dialoga con Pietro, quasi impossibili da vedere, perché posti all’estremo del capitello, nel lato che guarda, oscurato, verso un montante del portale. Scolpiti paralleli, uno sopra l’altro, con la coda di quello in alto sopra la testa di quello sotto, possono essere scambiati per la consueta rappresentazione del segno zodiacale dei Pesci; e prima di comprenderne il significato vero, anch’io ho pensato che fossero parte di uno zodiaco. E invece no: perché stanno lì soli, senza richiamo alcuno ad altre “costellazioni”; e soprattutto perché nello stesso portale lo zodiaco c’è già, completo, con i sui due bei Pesci, nell’archivolto esterno.

Quei due pesci a terra, invece, rappresentano la grazia onnipotente, mai doma, del Signore. Sono i due pesci pescati per Pietro – e per noi! – da Gesù risorto. Basta leggere il testo di Giovanni (Gv 21, 9-13), per scoprire che mentre gli Apostoli riempivano la loro barca issando la rete gonfia, quell’Uomo che da riva li guidava già aveva preparato le braci, e sulle braci già aveva messo i “suoi” pesci: “Appena scesi a terra, videro un fuoco con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso or ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena…”. Insomma, mentre compie il miracolo e riempie la rete dei suoi, mentre li rende ricchi, il Maestro ricorda loro, con quei due pesci già a riva, che di quelle centocinquantatré grosse prede appena pescate si potrebbe anche fare a meno: portatene un po’, e venite e mangiare ciò che Io ho già preparato per voi. “Gesù si avvicinò – dice ancora il testo – prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce”.

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Il portale: nell’archivolto esterno sta lo “zodiaco”

Ma… Ma guai a pensare che, con quei due pesci, Gesù voglia sminuire i suoi discepoli, o sminuirci. Piuttosto ci invita all’equilibrio, a non sentirci mai vincenti, mai paghi, mai autosufficienti: possiamo anche avere le reti piene, grazie a Lui, ma ciò che abbiamo conquistato con la nostra personale fatica va aggiunto a ciò che Lui ha fatto, prima ancora, per noi. 

Un brivido in più mi è venuto scoprendo nel Vangelo un’altra storia di pesci che dialoga con questa, e che ne costituisce meraviglioso contraltare e il meraviglioso completamento. Narra di un altro miracolo molto noto, quello della Moltiplicazione dei pani e dei pesci, e la leggiamo seguendo il racconto dello stesso Giovanni (Gv 6, 5-11):

Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che stava per fare. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si sedettero dunque ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, finché ne vollero.

Per compiere il miracolo, chiese due pesci al ragazzo: il Signore del mondo, Colui che tutto può, Colui che sfama le folle, tutto agisce a partire dai nostri due pesci, e sono i nostri due pesci che con il Suo aiuto diventano cibo che sazia il mondo.

Mai Lui da solo, mai noi da soli: con due pesci a terra, nascosti in un angolo, e con due pesci moltiplicati davanti a tutti, il Signore spiega che al centro non sta né il miracolo della grande pesca, né il prodigio della folla sfamata, ma la nostra fiducia in Lui, la Sua fiducia in noi.

6 pensieri su “Quanto mistero in quei pesci nascosti…

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