Chartres, anno 1194: la scintilla gotica

Città di Chartres, Anno Domini 1194. E’ questo il luogo ed è questo l’anno in cui si spalanca il tempo del “gotico”, se date retta a questo ben poco autorevole blog. Che non a caso, per raccontare del tempo romanico, ha scelto di chiamarsi “Before Chartres”, e quindi di descrivere il tempo e l’arte com’erano… “prima di Chartres”, cioè prima del gotico.

E Saint-Denis? Non ci hanno sempre detto e scritto che il gotico nasce a Saint-Denis, nel coro luminoso e ardito voluto dall’abate Suger? Certo che sì: nessuno mette in discussione che il primo edificio gotico sia sorto là, alla periferia di Parigi, e che poi venne Sens con la sua basilica, seguita forse anche da altre chiese “d’avanguardia” … Ma a Chartres, proprio nel 1194, avvenne un fatto di grandissimo spessore culturale, e scoccò la scintilla che accese il fuoco. In tutti i sensi.

I portali “proto-gotici” di Chartres

Chartres, anno 1194. La nuova facciata della grande basilica (che è già in parte “gotica”) era già stata costruita da una trentina d’anni; e ormai salivano verso il cielo le due torri che la inquadrano. D’improvviso un gigantesco incendio assale l’intera città, se ne porta via una parte considerevole, e aggredisce anche la cattedrale: la nuova facciata si salva ma, dietro ad essa, l’intera chiesa brucia dalle coperture alle fondamenta. Potrebbe non essere un dramma, poiché la città aveva già progettato di sostituire la basilica romanica con un nuovo “corpo”, con una vasta aula che fosse moderna come la nuova facciata, ma… Ma l’incendio – e questa per Chartres è una perdita gravissima – ha divorato tra le fiamme, insieme alla chiesa, quello che era il più grande tesoro della città, la preziosissima reliquia, la sancta camisia che la Madonna indossava il giorno del parto, nella notte fatata di Betlemme. Per quella veste santa, per i suoi miracoli, per la sua potenza, la cittadina dell’Ile de France fino ad allora era stato il principale centro della devozione mariana di tutto il regno.

Otto von Simson, nel suo “La cattedrale gotica”, racconta splendidamente quel che accadde a Chartres, dove la più cupa disperazione aveva preso i cittadini: non solo la città era devastata ma, stando ad un libello del tempo,

…il disastro in cui erano andate distrutte sia la reliquia che la cattedrale venne considerato un segno della collera divina. A causa dei peccati della popolazione, la Vergine aveva abbandonato il suo santuario, che era stato “la gloria della città, l’orgoglio del paese, un incomparabile luogo di culto” (…). La prima reazione fu che sarebbe stato sciocco ricostruire tanto la basilica che la città. Con la distruzione della cattedrale sembrava perduto il favore divino cui Chartres doveva la sua prosperità e la sua sicurezza, l’esistenza stessa…

A Chartres, nell’anno 1194, era arrivata la fine del mondo. Con la cattedrale e con la sancta camisia era andato in fumo l’intero senso del vivere. Una comunità di uomini implodeva perché si sentiva non solo stremata e rovinata dal fuoco, ma anche abbandonata dalla protezione divina. L’incendio – e la reazione è molto medievale, e molto… “romanica” – aveva indotto gli uomini alla resa su tutti i fronti.

Poi accade il miracolo. Un alto prelato, il cardinale Melior di Pisa, che si trova in città quasi per caso, si dà da fare per convincere i cittadini e il capitolo a non disperare, e a valutare la possibilità di ricostruire la grande chiesa. Nei suoi appelli gioca la sola carta che resta, quella del profitto; e predica nelle strade e nelle assemblee ricordando agli abitanti di Chartres che – badate bene quant’è moderno, e “gotico”, il suo ragionamento! – la prosperità di cui han goduto fin ad allora originava dalla cattedrale; senza la quale non sarebbero giunte in città, già da cent’anni e più e fino a quel maledetto 1194, le folle di pellegrini, che poi alloggiavano, mangiavano, compravano a Chartres; senza la quale non potranno più esserci le grandi fiere che, guarda caso, si celebravano nelle quattro feste della Vergine… E mentre Melior da Pisa, il cardinale, ricorda ai mercanti e agli artigiani di Chartres che senza la grande basilica la loro attività e i loro guadagni sarebbero stati pressoché inimmaginabili, “per quel che sembrò una felice coincidenza – scrive von Simson -, proprio in quel momento il vescovo e il capitolo apparvero portando in processione solenne la sacra tunica che, contrariamente alla generale convinzione, si era conservata intatta nella cripta della cattedrale”.

Fu così che a Chartres, nell’anno 1194, per volere della città e in particolare delle confraternite e delle “arti” si avviò la costruzione della nuova cattedrale, splendida, che poi è quella che vediamo ancora adesso, con la sua facciata “proto-gotica”, e il suo corpo longitudinale che, successivo al 1194, è già completamente e mirabilmente gotico.

Notre Dame di Chartres (foto: freewaydrone.com)

E’ quindi a Chartres che, nell’anno 1194, tutto cambia. Il coro di Saint-Denis – è vero! – nel 1194 era già stato edificato. Ma è a Chartres che, forse per la prima volta nella storia occidentale, una città intera (e non un abate illuminato) costruisce per se stessa una cattedrale (e non un’abbazia); e fu a Chartres che, nel 1194, una comunità urbana di laici decise di avviare un cantiere gigantesco, fondato non sulle intuizione di un monaco, ma sulla spinta chiara, innegabile e modernissima del proprio orgoglio civico, mossa dalla determinante ricerca di rinnovate attività produttive, a loro volta in grado di innescare e produrre profitto e progresso.

Tutto questo avvenne a Chartres nel 1194; e tutto questo, più ancora dell’arco acuto e delle vetrate e dei rosoni… tutto questo è gotico, e forse ormai moderno. E di certo non è più romanico.

La cattedrale di Notre-Dame

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16 pensieri su “Chartres, anno 1194: la scintilla gotica

  1. Paolo Salvi ha detto:

    Curioso questo articolo che pare inneggiare al gotico in un blog impietosamente romanico.
    Chartres è un capolavoro dell’architettura di ogni tempo: rimangono parti romaniche, ma la struttura della facciata è già ampiamente contaminata dallo stile gotico.
    Ed è una felicissima ricostruzione quella avviata nel 1194, quando ormai in Francia (Alvernia esclusa) si parla il linguaggio già maturo del nuovo stile.
    Archi acuti, slanciati piloni polistili, nervature ardite, crociere elevate, ampie vetrate colorate, contrafforti possenti e archi rampanti svettanti connotano tutta la fabbrica.

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  2. Giulio Giuliani ha detto:

    Daniele Fenice (da Fb):
    Ci sarebbe anche da aggiungere come il gotico sia stato influenzato dall’architettura araba. Nel 1194 siamo ancora nel periodo delle crociate che battaglie a parte, hanno consentito parecchi scambi culturali con il Medio Oriente. Non a caso fra le confraternite che hanno costruito Chartres c’e’ l’Ordine del Tempio, che a Gerusalemme aveva la sua sede.
    Sir Christopher Wren, architetto della Cattedrale di St.Paul a Londra affermava: “Il gotico moderno si distingue per la leggerezza del suo lavoro, per l’eccessiva audacia dei suoi prospetti, per la delicatezza, la profusione e la stravagante fantasia dei suoi ornamenti. Tali produzioni, così ariose, non possono ammettere i Goti come autori”. “da tutti i segni della nuova architettura, può essere attribuito solo ai Mori; o che è la stessa cosa, per gli arabi o per i saraceni ” che loro a loro volta sono stati influenzati dai Bizantini.

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    • Giulio Giuliani ha detto:

      Certo, non lo possiamo sapere con certezza. Però a Chartres agisce una città, mentre a Saint-Denis ancora tutto nasceva dalla volontà di un uomo, di un abate; e questo è ancora un po’… romanico 🙂. Peraltro siamo diverse decine di anni più avanti.

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      • Giulio Giuliani ha detto:

        Lorenzo Fusini (da Fb):
        Before Chartres direi che anche a Pisa nell’elaborazione del complesso episcopale entrò in gioco la città. In fin dei conti la Piazza dei Miracoli tutta sfavillante di marmi bianchi fu concepita come simbolo del potere della Repubblica Marinara.

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        • Giulio Giuliani ha detto:

          Angelica Miletic (da Fb):
          Lorenzo Fusini il contributo della popolazione locale attraverso le donazioni delle corporazioni di artigiani e commercianti che hanno offerto 43 vetrate, è appurato dagli storici. I finanziamenti vengono anche dai nobili della regione e dal re Filippo Augusto. Il capitolo dei canonici ed il vescovo finanziano la costruzione. Ma non si può dimenticare la rivolta violenta della popolazione che ci fa comprendere che questo contributo popolare non sia poi così spontaneo ed idilliaco. generalmente accadeva anche nelle città comunali italiane che i laici promuovessero la costruzione della cattedrale. Vale per Pisa, Firenze, Siena e molte altre realtà comunali o addirittura in alcuni casi l’opera veniva con il tempo laicizzata. Quindi la mancanza di un abate, nobile o signore dietro la promozione di un grande monumento non mi sembra legata ad un tempo “Romanico” o ad uno “Gotico”, ma semplicemente al sistema politico ed economico di quel momento e di determinate zone geografiche.

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  3. Giulio Giuliani ha detto:

    Leone X Medici (da Fb):
    Accattivante Giulio ma ho già avuto modo di dirti come la penso in altre sedi. Sicuramente hai formulato una teoria con una sua logica ma la Storia dell’Arte Medievale non dice questo. Un plauso comunque per il continuo lavoro di ricerca e di valorizzazione che fai per il nostro Medioevo.

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    • Giulio Giuliani ha detto:

      Grazie a te per l’attenzione… Quanto a me, non ho formulato teorie, né messo in discussione quelle “consolidate”. Ho proposto una lettura, un semplice ragionamento, una suggestione… Non cambia nulla in quel che sappiamo perché ce lo dicono gli storici dell’arte, e cioè che Saint-Denis è il primo edificio gotico… E’ così, non ci piove. Ma Chartres ha un altro valore, dice un’altra cosa che si aggiunge, ci evidenzia meglio un altro aspetto… calza di più, se siamo interessati a cercare una chiesa (ri)nata per volere della città e delle categorie economiche, più che di un singolo geniale abate com’è stato Sugerio.

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  4. Giulio Giuliani ha detto:

    Maria Luisa Di Genova (da (Fb):
    Interessante articolo in cui si apprende che l’incendio che ha distrutto la “sancta camisia” che la Madonna indossava il giorno del parto, a Ile di Francia, ha dato origine alla ricostruzione, grazie al cardinale Melior di Pisa, che è quella che oggi vediamo. Tutto per produrre profitto e progresso. Tutto questo è gotico e moderno ormai. La cattedrale di Notre Dame. Grazie

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