Montceaux, festa per la buona novella

Prese un blocco unico di calcare sagomato a semicerchio; al centro vi scolpì il suo Cristo in mandorla; e sotto poi disegnò la più stupefacente processione d’apostoli che il medioevo ci abbia lasciato. Si affollano come giovani in piazza in una sera di maggio, i Dodici del timpano di Montceaux-l’Etoile, attirati verso il centro, da due giovani angeli che sembrano dare il tempo alla danza; e il maestro che li scolpì donò loro, tutte insieme, la freschezza, l’ironia leggera, l’irrefrenabile voglia di primavera che forse solo Raffaello e le sue Grazie sapranno eguagliare, un paio di secoli più tardi.

E’ un piccolo timpano, poggiato sulla porta d’ingesso di una chiesa modesta. E solo per le dimensioni sue e del villaggio che lo accolse, il portale scolpito a Montceaux-l’Etoile non viene riconosciuto tra i maggiori del romanico. Gioca a suo sfavore anche il lento lavoro del vento, che ne ha eroso le superfici, per cercare di spegnerne la magia. Ma lo graziarono i rivoluzionari, che altrove staccarono a martellate tutte le teste scolpite dei portali, e che qui invece sembrano non essere mai passati; e allora tutto ancora si legge, le pose, i tratti dei visi, le mani espressive, gli abiti gonfi di fantasia e mai fermi e mai ripetuti.

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L'”architrave” con gli apostoli, gli angeli e Maria

Guardate ad uno ad uno i sei apostoli a sinistra: il primo si incurva appena, quel tanto che basta a farlo sbucare da dietro il capitello che rischiava di nasconderlo; il secondo ed il terzo dialogano, l’uno all’altro rivolti, in un passo di affabile amicizia; il quarto sconvolge. Perché mai, prima di Montceaux-l’Etoile, un’apostolo fu scolpito rivolto all’indietro, verso il fondo del portale, la nuca a chi guarda; e così girato e dando le terga al mondo, srotola e legge un papiro. Il quinto indica il Cristo che sale al cielo; il sesto, dirimpetto all’angelo che lo chiama all’evento, scrive ciò che sente e vede, come farebbe, sul suo block notes, il reporter di un giornale di cronaca.

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Il portale

Il gruppo di destra, al di là dei due angeli al centro, è appena un po’ meno leggibile. Il più vicino al centro è Pietro, con le grandi chiavi – due, perché al plurale ne parlò appunto il Vangelo -; le tiene alte verso il Signore che sta per lasciare i Suoi “come per dare un’ultima volta – scrive Raymond Oursel –  testimonianza della propria fedeltà”. L’ultima figura a destra è forse Maria, che volge lo sguardo al cielo e indica incredula, mentre un apostolo senza barba e dal profilo straordinariamente classico – è forse il giovane Giovanni a cui il Signore dalla croce affidò la propria Madre? – si gira quasi a sostenerla, e però insieme ne incita il passo verso il mistero del Figlio che ascende.

Quella di Giotto sarà una rivoluzione; e quanto al rilievo, i Pisano e poi Donatello riporteranno nella scultura i fasti di Roma e della Grecia antica. Ma se un gruppo scolpito sa raccontare la gioia cristiana, l’afflato degli uomini e delle donne resi più vivi dalla fede, è quello che sta qui a Montceaux-l’Etoile, sul piccolo portale dove un apostolo, ignorando chi guarda, di spalle squaderna il giornale della Salvezza, e legge l’unica Notizia che davvero gli importa. E che lì, a pochi passi, si sta realizzando.

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La chiesa vista di scorcio

Montceaux-l’Etoile è un villaggio della Borgogna, a pochi chilomentri di distanza da Anzy-le-Duc. “Before Chartres” deve la scoperta del piccolo portale della chiesa del posto – davvero poco noto rispetto al suo valore – al bel sito di Guy Lerdung, “promeneur photographe”, a cui rimanda per altre immagini. Nelle pagine dedicate a Montceaux-l’Etoile, Guy Lerdung presenta anche altri particolari pregevoli nella decorazione scultorea dell’ingresso alla chiesa: la scena del Cristo che ascende in mandorla, sostenuto da altri due angeli, innanzitutto; ma anche i decori dei due capitelli che sorreggono gli archivolti del portale, e quelli delle due mensole che reggono, a destra e a sinistra l'”architrave” degli Apostoli su cui ci siamo soffermati. Gli studiosi sono concordi nel datare i rilievi alla prima metà del XII secolo, in continuità con quelli di Vézelay, di Anzy-le-Duc e di Perrecy-les-Forges, e nell’attribuire tutta la decorazione del portale ad una sola mano, particolarmente dotata di tecnica e di genio.

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Una visione complessiva della lunetta

 

4 pensieri su “Montceaux, festa per la buona novella

  1. Paolo Salvi ha detto:

    Davvero un bel pezzo, originale, su un edifico poco conosciuto e che merita grandemente di essere visitato. Magnifica la lettura della processione di apostoli, così inusualmente spontanei.
    Una vera rarità nel panoramica ricco della scultura romanica.
    Chapeau!

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  2. Giulio Giuliani ha detto:

    Aldo Valentini (da Fb):
    E’ veramente unico questo rilievo, non statico, non contemplativo, non”canonico”. Sembra un fotogramma, un’istantanea di un film, eppure quel che forse vuol dire l’autore, Giulio Giuliani, è che Gesù li lascia perchè ormai sono pronti, hanno assimilato a tal punto il suo messaggio da essere addirittura ormai distratti, contenti… liberi. Si. Ormai può proprio andare.

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