Il golpe dei Dodici nella Càmara Santa

Lunghi come spighe, ma forti come cavalieri templari, i Dodici Apostoli di Oviedo ci aspettano, quasi una giuria, quasi un tribunale, scolpiti sulle pareti della “Càmara Santa”. Sono allungate come steli, le dodici figure, rappresentate a coppie, e trasformate in colonne binate: eppure sono lontanissime dall’eleganza priva di nerbo delle “statue-colonna” del tempo gotico. Presidiano anzi lo spazio come sentinelle attive, i Dodici Apostoli di Oviedo, consapevoli della loro autorità, e certi che in nessun altro luogo uno scultore romanico ne ha lasciato una rappresentazione più fulgida.

La loro collocazione è particolarissima: i Dodici di Oviedo abitano un ampia sala rettangolare, al piano superiore della “Càmara Santa”, la cappella adiacente alla cattedrale, voluta da Alfonso II come luogo protetto e sicuro per le reliquie che aveva condotto nella sua città regia. L’aula è voltata a botte, e gli Apostoli sono scolpiti come colonne portanti della volta stessa, affiancati a due a due, in lunghe rappresentazioni rette da un importante piedistallo e terminanti in alto con capitelli splendidamente lavorati. Quattro coppie sono poste negli angoli della sala, mentre le restanti due, sempre in forma di semicolonne binate, si collocano al centro delle due pareti maggiori, a reggere l’arco trasversale che a sua volta sostiene la copertura, al centro della stessa.

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La “Càmara Santa” in una foto storica

Solo i visitatori senz’anima possono entrare in quest’aula senza soggezione. I Dodici, posti ben più in alto di chi accede, sovrastano infatti coloro che attraversano la sala; e anche se dialogano tra loro – con il compagno al fianco e in un più ampio discorso a dodici voci – sembra di sentire addosso la loro presenza, le loro silenziose domande, il loro giudizio. Nobili colonne della Chiesa dei cristiani, normalmente però affiancati come collegio al Salvatore, o a Maria, qui nella “Càmara Santa” si stagliano soli, come se non avessero più sudditanza alcuna, elevati ad un rango inusuale, quasi antichi dei.

 

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Visitatori nella “Càmara Santa” ad Oviedo

La “Càmara Santa” è stata costruita dal devotissimo re Alfonso II, come “cappella regia”, nel secolo IX: è il tempo in cui Oviedo cresce nel ruolo di capitale delle Asturie, nel nord della Spagna, regno cristiano in una penisola in gran parte sottomessa all’Islam.

La costruzione, adiacente alla cattedrale, è luogo protetto, diviso in due piani sovrapposti, votato alla custodia delle reliquie che proteggono e nobilitano la città, tra cui il Santo Sudario che, secondo la tradizione, avvolse Gesù nel sepolcro.

I Dodici Apostoli sono stati scolpiti nella sala superiore, detta “di San Michele”, che si affaccia all’area delle reliquie più preziose e vi dà accesso: la realizzazione dei sei grandi rilievi e delle relative altre parti scolpite, tutte molto interessanti, è concomitante all’ampliamento della stessa sala, nel XII secolo avanzato.

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