A Vic anche le tinte fredde della notte

Da solo, all’imbrunire, nella chiesa affrescata di Vic ho scoperto anche il blu della notte. In questa cappella, che dicevano dipinta solo di gialli, rossi e mattone, ho trovato angeli e beati dai colori pieni e intensi, di lapislazzuli e smeraldo. Non c’è solo movimento e teatro qui a Vic, mi hanno sussurrato nella sera tarda: al contrario di quanto si pensa, il pittore che affrescò le pareti possedeva, oltre al gusto della composizione scenografica, anche una tavolozza piena e mai sterile.

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La prima aula, con la parete di fondo affrescata

La piccola chiesa – in quest’estate del 2019 è in restauro e per questo, dicono, è sempre aperta, giorno e notte – è divisa in due grandi aule. Della prima, rettangolare, che costituisce la navata, il maestro di Vic – siamo nel XII secolo – ha affrescato la parete di fondo: al centro un Cristo in mandorla; nella fascia superiore a destra e a sinistra, gli Apostoli che lo accompagnano; nella fascia mediana, disposte all’incontrario, l’Annunciazione, i dubbi su Maria, incinta di non si sa chi, e infine l’Adorazione dei Magi; più sotto ancora, una presentazione di Gesù al Tempio ed una Deposizione dalla Croce. E qui sì, tutta la parete è bianco, sabbia, e ocra, come se il frescante avesse a disposizione questi soli colori.

Una porta ad arco di semplicità assoluta dà accesso alla seconda aula, quasi quadrata. E in questo “presbiterio”, turbinio di episodi, ogni parete è dipinta: l’indimenticabile Bacio di Giuda sta sulla sinistra; di fronte, tra le altre scene, il grande Ingresso a Gerusalemme; nella parete di fronte all’abside spicca un’Ultima Cena… e si dispiega in questi affreschi la forte e innovativa capacità, tutta propria del Maestro di Vic, di comporre e muovere i personaggi, di narrare quanto accade in un’impaginazione mai statica, che Before Chartres ha sottolinato in un altro articolo. Su questa seconda prorompente sala si affaccia infine l’abside, con altri temi dipinti, al centro dei quali si stende, com’è d’uopo, una Seconda Venuta con il Salvatore e i Viventi. Ed anche in questi spazi più “sacri”, le tinte predominanti sono quelle della terra.

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L’angelo nell’intradosso

Ma è stato sempre così? Alcuni “ritagli”, e in particolare alcuni personaggi, mostrano di possedere ben altri colori. Stanno quasi isolati: un angelo nell’intradosso dell’arco, tra le due sale, mostra di possedere rossi accesi e blu intensi; il viola viene da sé. Due altri angeli, nelle finestre alte, ai fianchi dell’abside, hanno ottenuto per le loro vesti ampie misure di azzurro. Il verde più dolce si dipinge sull’abito di un apostolo, seduto a tavola in dialogo col Cristo.

Insomma: la pittura di Vic, così importante nella storia della composizione delle scene, doveva essere, un tempo, anche più bella di quant’è oggi. E una scena, una in particolare, ci aiuta a capire la distanza tra quel che vediamo e quel che fu dipinto: è lo scorcio del Paradiso in cui i beati si affacciano come in un palazzo a tre piani, e dove via via che si sale aumenta l’intensità e la varietà dei colori, essenziali e tipicamente “di Vic” nel piano più basso, arricchiti da verde nel piano di mezzo, e infine nobilitati dal blu e dall’azzurro nei due beati più in alto.

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La “progressione” dei colori nei beati del Paradiso

Insomma: se il Maestro di Vic possedeva già di suo il genio dell’impaginazione delle scene, dai suoi committenti ricevette in dote anche ogni necessario colore. Di quelli più prezioni usò forse con parsimonia, o più probabilmente questi si persero col tempo. Ma non del tutto, non fino al punto di impedirci di guardare gli affreschi di Vic con occhi nuovi, e di riconoscere anche in loro le tinte fredde della notte.

 

 

 

3 pensieri su “A Vic anche le tinte fredde della notte

  1. Giulio Giuliani ha detto:

    Luca Giordani (da Fb):
    Affreschi straordinari e inconfondibili, mi colpirono particolarmente gli occhi, grandi e rotondi con uno strabismo che li accomuna. Il tempo si ferma ammirando quegli affreschi, uno dei momenti che ricordo con maggior piacere anche per la quiete del luogo e la quasi totale solitudine, nonostante siano già passati più di 15 anni. Vic è una meta che tengo in cima all’elenco dei desiderata per i prossimi viaggi.

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  2. Giulio Giuliani ha detto:

    Tiziana Palandrani (da Fb):
    È bello anche il fatto di poterla contemplare in silenzio, perché per la maggior parte del tempo non c’è nessuno. Mi ha emozionato il fatto di trovare la porta aperta all’alba, e che non ci fosse nessuno. Una meraviglia incredibile racchiusa in una piccola chiesetta in mezzo a poche case. Che felicità!

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  3. Brice Moulinier ha detto:

    Il n’y a pas de lapislazzuli, le bleu est composé d’un mélange de noir d’os et de blanc de Saint Jean. Le vert est une terre verte naturelle.

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