Il romanico d’Aragona in un libro: nove le tappe e ventuno i racconti

Terra nobilissima, l’Aragona romanica ha per capitale Jaca: in questa città sorprendente l’appassionato dell’arte dei secoli XI e XII può ammirare, in particolare nell’ambito del­la scultu­ra, opere di altissimo valore, segnate fortemente dal confronto con la produzione scultorea classica, e perciò colte ed eleganti come in nessun altro luogo dell’Europa romanica. La città nobile di Jaca è, allo stesso tempo, un polo di ricerca e un punto di irradiazione. Infatti, chi non conosce Ja­ca faticherà a comprendere a fondo ciò che di romanico incontrerà in altre capitali del tem­po: a León, con i suoi portali scolpiti; a Frómista, dove la chiesa di San Martin stupisce con i suoi capitelli; e anche a Tolosa, al di là dei Pirenei, dove di Jaca si ricorderà osservando la lunetta della Porta “di Mègieville.

La cattedrale di Jaca e la sua loggia
Il chiostro di San Juan de la Peña

L’Aragona romanica – oggi un nuovo volumetto bianco delle edizioni Before Chartres ne raccoglie le delizie – possiede altre due capitali ideali. Un secondo polo cruciale è costi­tuito dal monastero senza uguali di San Juan de la Peña: nascosto in posizione eccezionale, possiede un chiostro ricchissimo per le opere del maestro scultore che da qui prende il nome – qualcuno dice che dietro quel nome si cela un vero e proprio atelier– e che da qui poi porterà la sua arte quasi moderna in molti altri luoghi della regione. Uncastillo è la terza capitale: il portale e i canecillos di Santa Maria sono per l’appassionato del romanico una sorta di inestinguibile divertissment, e di nuo­vo ci si confronta con una scultura fortissimamente romanica ma allo stesso tempo raffinata e col­­ta, e in grado anche questa di irradiarsi al­l’intorno.

Il portale di Uncastillo e, sotto, uno dei canecillos

Poi l’Aragona presenta altri pezzi nobilissimi del suo repertorio: le pagine del nuovo volumetto – il titolo è I CAPOLAVORI del romanico in terra D’ARAGONA – accompagneranno i “cercatori di romanico” fino al monastero di Siresa, su al San­tiago di Agüero, nella chiesa sorprenden­te di Santa Cruz de la Serós, nella cattedrale di Roda de Isábena, al castello di Loarre, nel chiostro alieno di Alquézar… Si narra così, nel libro, il meglio di ciò che offre l’Aragona romanica in tema di architettura, scultura e pittura.

Nove sono le tappe, e ventuno sono i racconti. Come gli altri titoli di questa serie “bianca” fatta di itinerari regionali – è già disponibile, quanto alla Spagna, quello sulla Catalogna, e sono in arrivo i volumetti sulla Navarra e sulla Castiglia –, il libro I CAPOLAVORI del romanico in terra D’ARAGONA non ha la pretesa di essere una guida esaustiva al romanico di questa terra. E però propone, riu­niti in un viaggio ragionato percorribile con pie­no godimento in una settimana, gli articoli più belli che Before Chartres ha dedicato alle realizzazioni dell’arte medievale dei secoli XI e XII in questa terra. E così seleziona ciò che è davvero imperdibile, fornendo le informazioni essenziali e aggiungendo suggestio­ni, punti di osservazione particolari e chiavi di lettura non scontate. L’obiettivo – che poi è lo stesso perseguito da tutti gli articoli di questo blog – è proporre a chi legge un valido motivo per partire, per andare a vedere di persona, per visitare, con il cuo­re in mano e gli occhi ben aperti, i luoghi in cui il pensiero romanico, con la sua carica visionaria e la sua spiritualità vivissima, si è fatto arte pura, e ha dato il me­glio di sé.

La chiesa inferiore di Roda de Isábena

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I CAPOLAVORI del romanico in terra D’ARAGONA.

L’Aragona romanica in 162 pagine, nove tappe e ventuno racconti. Before Chartres racconta questa terra ricchissima che ha per capitali Jaca, città sorprendente, e poi Uncastillo, piena di musici e ballerine in pietra, e il monastero vecchio di San Juan de la Peña, col chiostro protetto dalla montagna incombente. Ma le pagine di questo volumetto accompagneranno i “cercatori di romanico” fino al monastero di Siresa, e poi su al Santiago di Agüero, nella chiesa di Santa Cruz de la Serós con la sua stanza nascosta, dentro la cripta antica di Roda de Isábena, al castello di Loarre, nel chiostro alieno di Alquézar…

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Vuoi viaggiare con Before Chartres e scoprire la Catalogna romanica nelle sue suggestioni più profonde? Ora questo itinerario organizzato su una settimana è diventato un volumetto, che contiene gli appunti di viaggio di questo blog: LA CATALOGNA romanica IN UNA SETTIMANA.

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La Borgogna romanica – da Autun a Tournus, da Vézelay a Cluny a Berzé-la-Ville – è una regione tra le più belle dell’Europa romanica. Ora è anche un delizioso volumetto, densissimo di meraviglie, che mette insieme gli appunti di viaggio di Before Chartres: LA BORGOGNA romanica IN SEI GIORNI.

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All’Alvernia, regione antica della Francia centrale, è dedicato uno splendido volumetto. Raccoglie tutti insieme i numerosi articoli che il blog Before Chartres ha scritto su una terra magica, ricca di grandi architetture absidali e di bellissimi capitelli, e si intitola LE NOVE PERLE (e le altre meraviglie) DELL’ALVERNIA ROMANICA.

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5 pensieri su “Il romanico d’Aragona in un libro: nove le tappe e ventuno i racconti

  1. Lucia Del Sole (da Fb):

    Grazie per questa mappa di luoghi interessantissimi, che sarà l’ideale per un viaggio che stiamo programmando per la prossima estate. Poi andremo fino a Compostela per vedere il santuario dei pellegrini.

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  2. Avatar di Sconosciuto Paolo Salvi

    Un volume suggestivo come lo sono stati gli articoli che hai scritto nel blog, che mi hanno spinto nel luglio 2024 a varcare i Pirenei per arrivare a visitare proprio l’Aragona (e la Navarra) in un viaggio magnifico, indimenticabile, il più bello che ho fatto tra tanti.
    Sono luoghi, quelli che menzioni, in cui tornerei oggi stesso e già penso ad un ulteriore viaggio in Spagna che mi consenta passando di rivedere e vedere meglio luoghi che non mi sono stati completamente accessibili: Uncastillo aveva il portale in restauro celato da enormi teloni, Siresa sono arrivato la sera ormai tardi ed ho potuto vederla solo da fuori.
    Sono stato due giorni a Jaca ma devo vedere il museo diocesiano e mi rammarico di non averlo visitato allora, non so perché.
    A San Juan de la Peña non si può non tornare tanto è fantastico quel chiostro ed il suo monastero “rupestre”. A Santa Cruz de las Séros per la rabbia di non aver potuto fotografare all’interno.
    Roda de Isábena il primo sito aragonese, la cattedrale e il chiostro, insieme a Obarra (anch’esso visto solo fuori).
    Poi Alquezar, bellissimo borgo con un pregevolissimo chiostro trapezoidale su due livelli.
    Da lì arrivando al magnifico e maestoso castello di Loarre, forse il più bello che abbia mai visto.
    Ce n’è tanto da vedere e rivedere…

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