Natività: un tesoro nascosto e indifeso

E’ uno strano luogo, quasi da maniaci, da feticisti dell’arte romanica. Dedicata a san Martino, la cappella affrescata di Fenollar è isolata e poco nota. Eppure qui, più che in qualsiasi altro luogo romanico, si può fare l’esperienza di toccare, accarezzare, annusare un grande ciclo di affreschi, compresa l’inquietante Natività che ne costituisce il cuore.

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Il piccolo presbiterio affrescato

Fenollar si distende ai piedi dei Pirenei francesi. La chiesetta di Saint-Martin è piccola, stranamente sottostimata dai percorsi turistici francesi, custodita con attenzione poco più che artigianale. Ancor più piccolo è il sacello presbiterale della chiesetta, completamente affrescato: così i dipinti stanno lì, a portata di mano, di fronte a chi guarda, all’altezza degli occhi. Alzando un braccio, quasi si tocca la piccola volta che copre questo minuscolo presbiterio. E il Cristo in Maestà che su questa volta è rappresentato davvero incombe su chi lo osserva naso all’insù. Tutto intorno, nelle pareti laterali, grandi affreschi su cui davvero puoi appoggiare il palmo della mano, tanto sono vicini.

Preceduta dall’Annunciazione, la grande Natività domina una delle pareti: la Vergine, distesa, riposa in un letto stranamente ricco e coperto da un baldacchino, con il capo appoggiato alla mano; Giuseppe è seduto al suo fianco: anch’egli, con la testa sul palmo della mano, riposa; o forse, come vuole la tradizione, pensa e ripensa all’avventura di un viaggio faticoso, di un parto lontano da casa, di una paternità inaspettata e inspiegabile, di un futuro tutto da costruire. Sullo sfondo sta la mangiatoia del Bambino, vegliata dagli animali della stalla, com’è consueto, ma anch’essa, come il giaciglio di Maria, stranamente nobile e ricca. Di fronte, i Magi, prima a cavallo e poi a piedi, nel loro viaggio verso il bambino che è nato. Più in alto, la processione dei Vegliardi che fanno da corona alla rappresentazione del Salvatore in Gloria.

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La Natività affrescata a Fenollar

E’ uno strano luogo, Fenollar. Gli affreschi, mirabili per imponenza e fattura, stupiscono per i colori, e per i volti marcati e segnati da tinte inusuali e dure, probabilmente rese tali dal tempo, tanto che il viso di Maria, la dolce, qui è decisamente insolito. Ma ancor di più turba l’idea che su questi capolavori, ritrovati dopo secoli, potresti davvero allungare le mani, per valutarne la grana, per comprenderne la stesura, per sentire il profumo delle paste e dei colori; e ti domandi che cosa ti trattenga dall’avvicinarti ancora, e dall’accarezzarli. Inquietante Fenollar: sono severamente proibite le foto – eppure a molti, come a me, capiterà di visitare la cappella senza accompagnatore e senza controlli – ma intanto il grande ciclo è lì, indifeso…  e non basterà il volto arcigno di questa Madonna a scoraggiare chi avesse intenzioni poco raccomandabili.

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La cappella di Saint Martin a Fenollar

 

3 pensieri su “Natività: un tesoro nascosto e indifeso

  1. Paolo Salvi ha detto:

    Saint-Martin de Fenollar (Sant Martí de Fenollar), nella Catalogna francese, ai piedi dei Pirenei! Ci sono stato nel ’91 ed è magnifico trovare qualcuno che l’abbia visitata ed apprezzata, tanto da descriverla così mirabilmente. Una piccola ed austera cappella di origine visigota VII-IX sec., restaurata nel XII secolo forse con la realizzazione delle volte. Uno scrigno che raccoglie mirabili affreschi.

    P.S. Neanche un errorino di battitura! Non c’è gusto!

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