E sopra l’ingresso scolpirai il Giudizio

Solo l’Apocalisse sta nel portale d’ingresso. Quando il Medioevo è davvero romanico, e quando ancora cerca la potente magia del sacro, nella grande lunetta sopra l’entrata della chiesa troneggia l’evocazione dell’ultimo giorno, e il Giudizio finale che squarcia i cieli. Infatti né la Madonna, né il santo a cui la chiesa è intitolata, né le storie della Bibbia, e neppure la Crocifissione – né tantomeno temi civici o pittoreschi – possono stare al centro del portale, là dove l’uomo romanico vede la sua chance di salvezza. In quel luogo, invece, egli rappresenterà e contemplerà solo la grande visione, l’Apocalisse dell’ultimo giorno.

ParmaBattisteroGiudizio

Parma, Battistero: nell’architrave la chiamata dei defunti, nella lunetta il Cristo Giudice

Non può che essere così, poiché attraversando il portale ed entrando quindi in chiesa, il cristiano compie il grande salto dalla dimensione terrena a quella sacra e salvifica. E questo passaggio – lo sa bene l’uomo romanico – prefigura ciò che avverrà quando i cieli si apriranno per la seconda venuta del Salvatore. E’ anche grazie all’Apocalisse raffigurata nel portale, quindi, che l’ingresso nella chiesa consente di oltrepassare la soglia del sacro, e di accedere letteralmente nell’altro mondo, quello del giudizio che precede la possibile salvezza: “Il cielo infatti – scrive Duby – si schiude all’ingresso del luogo in cui si innalza la preghiera: nel portale, in cui le innovazioni liturgiche situano certi riti funebri e le celebrazioni particolari del Salvatore, e in cui si collocano, in qualità di iniziatrici, le illustrazioni dell’Apocalisse” (Duby, G., L’arte e la società medievale, p. 100).

St-DenisCopertina

Il Cristo Giudice nella lunetta della chiesa di Saint-Denis a Parigi

“I fedeli che entrano nelle chiese – scrive Henry Focillon – non sono accolti dal Cristo evangelico dei trumeaux del XIII secolo: occorre che sfilino sotto il timpano del Giudizio Finale, come se andassero essi stessi ad attendere la loro sentenza dalla bocca del Giudice inflessibile” (Focillon, H., L’Art d’Occident, p. 96). L’Apocalisse quindi, e non altro, segna l’ingresso: sarà così per tutto il tempo romanico, fino all’epoca antelamica – a Parma il Cristo Giudice presiede l’ingresso del Battistero –. Sarà così fino agli albori del gotico, se anche a Saint-Denis la lunetta del portale centrale rappresenta il Signore che viene per la seconda volta.

Solo l’Apocalisse sta nel portale d’ingresso. Nella mente dell’uomo romanico l’ultimo giorno, il giorno che salva, è proprio quello visto da Giovanni, e da lui raccontato nell’ultimo libro della Bibbia: nei cieli aperti il Cristo in trono apre il libro che contiene tutta la storia; lo adorano i quattro Viventi – un uomo, un vitello, un leone, un volatile – in rappresentanza di tutta la natura, e i ventiquattro Vegliardi, cioè i dodici profeti e i dodici apostoli, in rappresentanza di tutta la storia dell’uomo, dell’Antico e del Nuovo Testamento. Intorno gli angeli chiamano a raccolta i vivi e i morti, e tutti si presentano al Giudizio dell’Altissimo, per prendere la strada a loro assegnata per l’eternità che si apre: “Prima che splenda la luce dell’Agnello – ci ricorda George Duby – i quattro angeli che tengono i quattro venti della terra suoneranno la tromba, e tutto cadrà distrutto. Vivo o morto, pertanto, l’uomo che entra nel santuario deve prima mondarsi dei germi di corruzione che albergano in lui, e spogliarsi di tutto”.

SanguesaPortale1
Il portale della chiesa di Sanguesa, in Spagna, con il Giudizio finale

Ecco il tema tipico, inevitabile, che i portali romanici ripropongono, inseguendosi l’un l’altro e inseguendo ciascuno a suo modo la grande Visione che tutti aspettano e temono. Non la Croce, non la predicazione, non i miracoli: solo l’Apocalisse sta nel portale di ingresso. Solo la nuova venuta del Cristo nei grandi portali di Conques, di Autun e di Moissac – ma in molti altri ancora, magari solo stilizzata – divide in due il tempo e il mondo, prefigura e anticipa all’uomo romanico i due possibili esiti della sua vita, la salvezza tra i beati del Paradiso e la dannazione eterna tra i supplizi dell’Inferno.

P.S.: E’ fortissima quest’attesa della fine, dentro il tempo romanico. Si accentua a dismisura in occasione di tre eventi: i primi due – il millennio della nascita di Cristo (l’Anno Mille) e il millennio della morte (l’anno 1033) – sono ben noti; il terzo evento, meno conosciuto, accadde proprio all’alba della fioritura dei portali “apocalittici”, e merita, in questo blog, un post a sé stante.

2 pensieri su “E sopra l’ingresso scolpirai il Giudizio

  1. Gianluigi Vezoli ha detto:

    Che lei sappia esistono ricerche statistiche (quantitative) sugli elementi stilistici e su quelli simbolici del romanico? Ci sono cioè dati sommativi su questo o quell’ elemento, naturalmente rilevati in base all’architettura esistente e non alla letteratura, pubblicati?
    Grazie
    G.Luigi Vezoli

    Mi piace

    • Giulio Giuliani ha detto:

      Non credo esista una ricerca del genere, che abbia criterio scientifico e sia validata, e che non sia il frutto dell’iniziativa di un singolo appassionato. Forse qualcuno degli amici di BeforeChartres.blog ci può indicare qualche raccolta o qualche studio su temi parziali.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...