Lavaudieu, umile medioevo d’Alvernia

E ancora, Lavaudieu. Un altro viaggio indietro, fino ai secoli dei monasteri poveri e crudi. Un altro chiostro in cui si può immaginare di incontrare le donne che teneva prigioniere, fatte monache per grande fede o grande vendetta.

Lavaudieu – “la vallee de Dieu” – è il monastero che i monaci di “La Chaise-Dieu”, costruirono per le donne: lo collocarono più in basso rispetto al proprio grande convento – che invece stava, e sta, arroccato sugli altopiani d’Alvernia – perché le consorelle potessero godervi di un clima meno rigido. Fu l’unica gentile concessione; per il resto alle monache si dette meno di tutto: una chiesa modesta, un chiostro rustico, decorato con dura semplicità, al centro di un villaggio che non fu mai, né prima né dopo, ricco di vita o di movimento. Però nascere senza una dote ricca fece la fortuna dell’abbazia di Lavaudieu, che piace a molti proprio per l’umile respiro che ritmicamente emana. Lo dice con magnifica sintesi Bernard Craplet:

L’humilitè sied très ben à l’art roman. Pour tous ceux qui le préfèrent dans ses œuvres modestes, plutôt que dans ses grandioses enterprises, Lavaudieu vaut le voyage…

Vale il viaggio, l’abbazia di Lavaudieu – fu fondata, si dice, nel X secolo ma risalente nelle forme attuali al XII – per quel campanile rustico e diverso che la rende inconfondibile, o per l’affresco con il Cristo in Maestà del refettorio, databile anch’esso al XII secolo, raro esempio di grande pittura murale in Alvernia. Ma vale il viaggio, Lavaudieu, soprattutto per il chiostro, anche questo rustico e diverso, anche questo difficile da dimenticare “per tutti coloro che apprezzano l’arte romanica per le sue opere modeste”. Quadrato e regolare nel perimetro, è percorso di archi a pieno centro, alcuni addirittura ribassati, sostenuti da colonne solide singole e binate; un secondo loggiato, superiore e in legno, accentua il tono dimesso della struttura; e lo stesso fa la pavimentazione in piccoli ciottoli come di fiume.

LavaudieuChiostro1

Il chiosto a due livelli

Tra i capitelli, già in origine semplici e in più erosi, distingueremo quelli romanici dagli altri più tardi o di restauro, e tra i romanici cercheremo i più belli: un leone dalla pomposa criniera e dagli occhi tondi e grandi, la sirena bicaudata, un angelo benedicente. E cercheremo la donna i cui seni sono morsi delle fauci di due rettili: è la Lussuria, e le salmandre che ne addentano le mammelle sbucano, sul retro del capitello, dalla bocca dell’Avarizia, un uomo appesantito, come vuole l’iconografia così diffusa in Alvernia, da una sacca che gli grava dal collo.

Anche questi pochi capitelli figurati, tra i tanti decorati appena da foglie e forme, dimostrano – insieme alla chiesa piccola e senza pretese – che costruire per le monache l’abbazia di Lavaudieu non fu certo una grandiosa impresa dell’arte romanica. Eppure, o proprio per questo, il chiostro e il villaggio hanno il sapore avvincente del reale e del quotidiano. Sanno di un medioevo che fu davvero, che davvero si stese dovunque per l’Europa per lunghi secoli, e in cui vissero e soffrirono monache e laici, crudi e soli come i paesaggi d’Alvernia nei giorni feriali.

LavaudieuVillaggio1

Il villaggio di Lavaudieu

 

Leggi anche: I TREDICI CHIOSTRI PIU’ BELLI, A MEMORIA

5 pensieri su “Lavaudieu, umile medioevo d’Alvernia

  1. Giulio Giuliani ha detto:

    Donatella Butera (da Fb):
    Davvero ci si sente vicini alle donne che lì vissero una vita semplice e dura. Before Chartres, grazie per questi articoli in cui la cultura si unisce alla sensibilità e all’umanità.

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  2. Giulio Giuliani ha detto:

    Daniele Pascale (da Fb):
    Un chiostro semplicissimo ma estremamente elegante. Esistono altri esempi del genere (loggiato ad archi inferiore e tettoia sorretta da pilastri lignei al livello superiore) in età romanica, in Francia o in altri paesi d’Europa? Grazie.

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    • Giulio Giuliani ha detto:

      I chiostri a più ordini realizzati nel Medioevo sono sicuramente moltissimi. Tra i più noti, il chiostro di Silos, in Spagna, con capitelli e rilievi meravigliosi… Esistono anche chiostri a tre ordini: nell’abbazia di Torri, ad esempio, nel Senese. Un’ala del chiostro di Prato ricorda la struttura di Lavaudieu: archi nell’ordine inferiore, travi in quello superiore. Più difficile trovare, come chiedi, un chiostro in cui al livello superiore le colonne siano in legno, appunto come a Lavaudieu. Ci sarà, probabilmente, magari in un complesso non molto noto perché non in possesso di particolari opere – capitelli, affreschi – d’arte romanica.

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