Frontanya, pietre e gente del medioevo

Se siete tra coloro che adorano i “contesti” medievali, non potete non andare a Frontanya. Troverete un villaggio arroccato dove arrivano in pochi, perso nella regione montuosa della Catalogna settentrionale, e troverete una chiesa di sola pietra e di un solo colore, e un custode perfettamente in stile con il luogo senza tempo in cui siete andati a cercarlo.

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La parte absidale di San Jaume

Arriverete da oriente, perché a oriente del villaggio si parcheggiano le auto. Salendo verso la chiesa di Sant Jaume, ne potrete ammirare innanzitutto la bellissima parte absidale; non potrete non notare il fine gioco delle archeggiature, e quella finestra posta al centro, sopra l’abside di mezzo, coronata come una regina… Percorrerete poi il fianco, della chiesa, liscio e spoglio, per giungere infine al centro del minuscolo anfiteatro di Frontanya.

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La chiesa e la piazza

La chiesa di Sant Jaume domina la piccola piazza del villaggio. Presiede la scena, tra le poche case intorno, perfettamente a suo agio, come fossimo ancora – lei, noi, le case, il paese intorno – alla fine del secolo XI, quando fu costruita. Solo un campanile aggiunto in alto, sopra il vertice della facciata, deforma un po’ le linee semplici, ma tutt’altro che grette, della costruzione. All’esterno, dialogano in perfetta sintonia la zona absidale, i fianchi, il transetto che incrocia il corpo longitudinale; notevole è il tiburio che copre la cupola, davvero ammirevole per come si sviluppano i suoi volumi e per come si articola il suo distaccarsi dal transetto.

La facciata – magari avesse ancora, al posto di quell’oculo, la finestra originaria! – si propone semplice e lineare ma sicura, fondale perfetto per il “contesto” medievale che cercavamo, e che è possibile trovare solo nei piccoli villaggi in cui appunto tutto ruota umile intorno ad un edificio ben costruito e ben conservato.

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Frontanya, l’interno

L’interno – a navata unica coperta da una volta a botte – è un limpido esempio di come sapevano costruire i capomastri di Catalogna, nella stagione quasi incredibile che ebbe come frutto migliore San Vicente a Cardona, ma che produsse, oltre a Sant Jaume, altre chiese minori tutte segnate dall’essenzialità assoluta della pietra sulla pietra. Noterete che anche qui a Frontanya, come a Corbera, non servono capitelli, sostituiti anche qui, nella linea ideale in cui le pareti si congiungono alla volta, da una cornice, una sporgenza, un segno simbolico. Il resto è superficie pura fatta di pietre severe.

Bello come una ricostruzione, il villaggio di Frontanya è abitato, com’è giusto, da poca gente anch’essa molto medievale. Potreste faticare un po’ – com’è accaduto a noi – a trovare il custode, e la chiave con cui ha il potere di aprire e di chiudere la chiesa; date tempo al tempo, e abbiate fede. Più vi farà aspettare, e più a fondo vi immergerete in quest’angolo romanico, e nella sua aria tersa e leggera.

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Frontanya, aspettando il custode

 

4 pensieri su “Frontanya, pietre e gente del medioevo

  1. Paolo Salvi ha detto:

    Uno splendido affresco di un affascinante edificio, come sempre.
    Più che la descrizione della chiesa, colpisce la descrizione del contesto, umano più che architettonico. La Catalogna è una terra di profonda cultura, che ha saputo esprimere nell’epoca romanica sublimi capolavori e donato grandi artisti.
    Tornando al mio viaggio nella Catalogna francese, vedo come sono arrivato piuttosto vicino a Frontanya, poco lontana da Andorra, sotto la quale giunsi, senza visitarla.
    Tornassi indietro supererei il confine per vederla.

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