In sette giorni, i nove gioielli catalani

Credetemi: basta una settimana. La Catalogna romanica, con le sue nove meraviglie e cento altre perle, contende alla Borgogna il primato di regione europea più ricca d’arte medievale; ma in sette giorni intensi la si può visitare con soddisfazione.

Non è solo Spagna, la Catalogna medievale: chi voglia respirare i Paesi catalani così com’erano nei secoli XI e XII deve scordarsi il moderno confine tra la Francia e la Spagna, e viaggiare da Barcellona ai Pirenei, attraversandoli poi, per scendere sul versante oggi francese, anch’esso “catalano” in epoca romanica (e catalano per molti aspetti anche oggi); qui vedrà altri luoghi e altre perle romaniche, per poi tornare in terra spagnola.

Barcellona è il punto di partenza. Ci si arriva in aereo, e da lì si parte con un’auto a noleggio: meglio se robusta, perché in alcune occasioni le strade da fare saranno poco più che sterrate; meglio se comodo e performante, perché i chilometri da percorrere saranno comunque più di mille, molti dei quali su autostrade o su itinerari di montagna.

Catalogna Itinerario

Partiti da Barcellona il primo obiettivo – la prima delle nove perle – è il monastero di Casserres, maestoso insediamento monastico, ammirevole per la sua collocazione a strapiombo sull’ansa del fiume Ter. E dopo la tappa nella maestosa Ripoll, con l’abbazia, il chiostro e il portale, si punta ad un altro splendido monastero, quello di Sant Pere de Rodes, anch’esso abbarbicato tra i monti, ma stavolta in faccia al mare. Si passa il confine, come previsto, e si risalgono i Pirenei sul versante francese: lì si susseguono il monastero di Cuxa, con il leggendario chiostro; il priorato di Serrabone, posto come un nido d’aquile in quota, isolato dal mondo; il santo eremo di San Martin du Canigou, che richiede un’oretta di salita a piedi. Si passano i Pirenei e si scende alla Seu de Urgell, la “sede” vescovile per eccellenza, anch’essa nobilitata da uno splendido chiostro; ancora ad ovest e ancora in mezzo ai monti per il settimo gioiello catalano, il villaggio di Tahull con le sue chiese affrescate. Da qui, dal punto estremo, si fa rotta di nuovo verso Barcellona; e scendendo,a metà strada tra i monti ed il mare si incrocia Cardona, con la sua chiesa-castello.

UrgellChiostro01

La Seu de Urgell, con il chiostro

Tutto questo si può vedere in sette giorni, adattandosi a pernottare via via lungo il cammino. Vacanza da sogno, e intensissima, per gli appassionati dell’arte romanica e del Medioevo; anche perché ciascuno dei nove luoghi magici offre un percorso specialissimo di avvicinamento e di… conquista. Le nove tappe sulla mappa – beforechartres.blog le presenta ciascuna, o le presenterà, con un post a se stante – sono luoghi di primissima grandezza, concentrati in un tour di poco meno di mille chilometri. Ma i più infaticabili – io l’ho fatto – nella stessa settimana riusciranno a vedere anche altro: ad esempio Fenollar, Saint Genis ed Elne in terra di Francia; Corbera, Sant Llorrenc del Munt, Frontanya, L’Estany e San Quirce de Colera sul versante spagnolo. Perle minori nella collana di nove giganteschi diamanti che la Catalogna custodisce e offre a chi se ne innamora.

RodesCopertina2

Sant Pere de Rodes

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A Barcellona, terminato il viaggio, è obbligatorio visitare il Museo nazionale di Arte catalana, che conserva splendidi affreschi “staccati” da molte chiese della regione.

Programmando il viaggio e gli spostamenti, ricordate di prestare attenzione agli orari e ai giorni di chiusura. In Catalogna, infatti, di lunedì moltissimi luoghi turistici restano chiusi di lunedì. E capita di trovare chiuso nei pomeriggi festivi il Museo di Arte catalana, a Barcellona. E ancora: a L’Estany conviene andare di mattina, e sempre previa verifica.

 

10 pensieri su “In sette giorni, i nove gioielli catalani

  1. Paolo Salvi ha detto:

    Uno dei viaggi più splendidi della mia vita, non foss’altro che ci ho condotto in camper la mia nuova fidanzata che tre anni dopo sarebbe diventata mia moglie (1994). I nostri viaggi da allora, sono smepre alla ricerca dell’arte romanica, innanzitutto, poi della bellezza espressa in ogni modo. Se avessi potuto sposarmi dove avessi voluto, mi sarei sposato nella Prieuré de Serrabone.
    Oltre ai gioielli del romanico catalano francese, in 18 giorni ho potuto visitare tante perle minori del medioevo, concludendo il viaggio a Carcassonne, passando per Tolosa.
    Indimenticabile!

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  2. Dominique Lorson ha detto:

    Devo dire che condivido appieno il commento di cui sopra.Siamo tornati ieri sera da dodici giorni stupefacenti seguendo questo itinerario, ma partendo da Tolosa. Eravamo in due, in questa prima settimana di giugno inclemente per il clima ma fortunatissima per tutto il resto.
    Serrabone rimane il primo impatto , quello dell’amore a prima vista, per il mio compagno fu Tahull.
    Volevamo ringraziare Before Chatres per averci dato l’input per un giro davvero indimenticabile, cui abbiamo aggiunto Girona ( il Tresor della cattedrale ospita una versione copia del Santus del 975!! )e il museo di Solsona con tanti affreschi staccati dalle chiese della zona, e molte alte piccole deviazioni. Eravamo soli in quelle zone e il silenzio ci ha avvolto insieme alla magia,dei luoghi.
    Irripetibile!
    Dominique e Antoniop

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  3. Giulio Giuliani ha detto:

    Romualdo Vera (da Fb):
    Condivido con te i tuoi commenti ma penso che non potete far un viaggio cosí lungo dal punto di partenza e trascurare tanti e tanti luoghi magici della Catalogna romanica. Penso a St. Miquel de Frontanyà, St. Quirze de Pedret, Avià, St. Quirze de Colera, St. Pere de Galligants… e altre chiesette che sono anche esse delle perle del romanico e preromanico, molte delle quali si trovano “alla portata di mano” del percorso que tu proponi. Ma, comunque, grazie dal tuo suggerimento. (Scusa il mio povero italiano).

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    • Giulio Giuliani ha detto:

      In segreto, tra te e me, Romualdo: nei miei sette giorni in Catalogna ho visto bel altro, oltre ai “nove gioielli” – ho visto Frontanya, e Colera, e Montbui, e san Lorrenc del Munt, e poi Elne, Fenollar, Saint Genis, l’Estany… -; ma non credo che molti siano così matti quanto me, e per questo ho proposto un itinerario “praticabile”. 🙂

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  4. Andrea Mora ha detto:

    Grazie della bellissima proposta di itinerario! Molti di questi luoghi, come la straordinaria Ripoll e Cuixa (e anche Sant Joan de Les Abbadesses e Vic, non inclusi in questo serrato e intenso percorso) sono legati alla capitale figura dell’Abate Oliba, cui è dedicata un’importante mostra che si tiene al Museo Episcopale di Vic fino al 10 febbraio 219 (https://www.museuepiscopalvic.com/ca/actualitat/exposicions/oliba-episcopus), ove sono esposte anche le famose Bibbie di Ripoll.

    Quando ho cominciato il dottorato in Storia dell’Arte Medievale presso l’Universitat Autònoma de Barcelona, a Ripoll ho avuto un illuminazione: è un monumento straordinario che, insieme con i dintorni, merita da solo il viaggio: se siete fortunati al monastero di Ripoll troverete una competente e appassionata guida (carissima collega di studî) che parla un italiano impeccabile. Sempre nel Ripollès meritano una sosta, oltre a Sant Joan, anche Molló e Camprodon.

    Nei dintorni di Barcellona suggerisco la visita del monastero di Sant Cugat, il cui chiostro del 1190 è firmato da Arnau Cadell (https://www.santcugat.cat/web/monestir) e del polo episcopale della Seu d’Egara a Terrassa, in corso di candidatura all’UNESCO (https://www.terrassa.cat/seu-egara). Entrambi possono essere comodamente visitati con il treno suburbano FGC (linea S1 in partenza da Plaça Catalunya).
    Gaudeix de la visita!

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  5. Gilberto Simon ha detto:

    Architetture molto affascinanti che valgono sicuramente una visita, peccato che la Catalogna sia conosciuta solo per Barcellona che è città mediocre cosi’ come Girona. Non sono sicuro che sia la regione europea più ricca di atte medievale poichè ritengo anche l’urbanistica e
    l’architettura civile medievale altrettanto importanti ed, in tal senso, credo che l’Italia centrale non abbia rivali.

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    • Giulio Giuliani ha detto:

      Il patrimonio artistico italiano è incommensurabile, Gilberto. Ma nel cammino progressivo del Romanico religioso, la Catalogna (spagnola e francese) presenta una serie impressionante di monumenti di grande rilievo. Insieme ad altre regioni europee – Borgogna, Normandia, Alvernia, Puglia, Lombardia… – è un luogo ricchissimo, e pieno di fascino.

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  6. Anonimo ha detto:

    È un peccato, in generale, che uno dei gruppi più importanti dell’alto medioevo a livello europeo, come l’ex quartier generale episcopale di Egara, a Terrassa, sia così ingiustamente dimenticato … Salutacions Giulio..

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