L’albergo di lusso che è stato realizzato, alcuni decenni fa, dentro il monastero antico di San Zoilo si presenta come una delle più suggestive proposte d’ospitalità della cittadina di Carrión de los Condes. Le foto sulla pagina di Booking promettono bene, e quando decideremo di tornare per un nuovo giro nell’alta Castiglia… beh, ci faremo un pensierino. E però, se lo sceglieremo per la nostra vacanza sarà soprattutto per i quattro gioielli romanici che custodisce, e anche un po’ per ringraziarlo, visto che proprio al nuovo grande albergo va ascritto, almeno in parte, il merito della loro scoperta.



Correva il 1993, ed erano in corso i lavori che avrebbero ridotto allo stato laicale quello che fu a lungo uno dei monastero più importanti della Castiglia. Fondato secondo le fonti prima dell’anno del Signore 948, dotato nell’XI secolo di una chiesa che fu modello per la stessa San Martino della vicina Fromista, cresciuto in potenza per tutto il medioevo, arricchito ancora nel Cinquecento del magnifico chiostro in stile plateresco, trasformato più tardi ancora in seminario diocesano… alla fine del millennio scorso la diocesi lo cedette, conservando solo la possibilità di celebrare nella chiesa, che nei secoli era stata trasformata e di romanico non aveva più nulla. Ma durante il cantiere, lavorando alle pareti del nartece, gli operai scoprirono via via le colonne in marmo pregiato, e gli archivolti medievali, e i capitelli: portarono alla luce insomma, perfettamente conservato sotto il muro costruito per nasconderlo, il portale che, in epoca romanica, dava accesso, a occidente, alla chiesa. Restaurati con grande attenzione, colonne, archivolti e capitelli ora sono visibili sia da chi alloggia nell’albergo, sia da chi voglia visitare, come turista, il complesso monastico, le cui principali attrazioni sono, oltre al portale stesso, il chiostro rinascimentale e la collezione di sarcofagi medievali esposta nella chiesa.


I quattro capitelli sorprendono per lo stato in cui ci sono giunti: nel XVII secolo, ritenuti non più coerenti con il chiostro plateresco e con la chiesa risultante dalla ricostruzione tardorinascimentale, sono stati come ripudiati e murati; da allora sono rimasti inglobati nella parete secentesca, che finì per preservarli dall’usura e dal degrado. Secondo gli studiosi, possono essere datati alla fine dell’XI secolo, e sono quindi, secondo alcuni, tra le opere che testimoniano l’esordio della scultura romanica in Castiglia, collegate certamente al ciclo di capitelli di Jaca e a quello di Fromista.


Il primo capitello mostra due uomini curvi al lavoro sotto i tralci di una vite. Il secondo raffigura la vicenda, tanto amata dal tempo romanico, di Balaam e della sua asina, fermati entrambi da un angelo con la spada. Il terzo rappresenta, ripetendo la scena sulle due facce visibili, due personaggi che insieme sembrano trasportare un’anima – secondo altri commentatori, questo pezzo narrerebbe dell’arrivo nel monastero delle reliquie di san Zoilo -. Il quarto infine ci propone animali mitologici con il corpo affusolato e con la coda attorcigliata.
La caratteristica forse più intrigante di questi quattro pezzi è che mostrano due facce, come avviene sempre nei capitelli che reggono un archivolto, e però possiedono tutti una terza faccia scolpita, ora appoggiata al muro: in origine, forse potevano essere stati realizzati per completare le semicolonne dei pilastri della navata, che richiedono capitelli a tre facce; oppure sono stati prodotti da una bottega prima di essere commissionati, e sono stati acquistati così com’erano e posti in opera destinandoli al portale, “sprecando” così una delle facce. Sarebbe assai interessante sapere che cos’è raffigurato nel lato nascosto del capitello dedicato a Balaam, la cui narrazione è già di per sé completa; e ancora, la terza faccia nascosta potrebbe aiutarci, rivelando il proprio contenuto, ad interpretare il capitello con i personaggi che trasportano un’anima… Chissà: può anche essere che, alla prossima ristrutturazione, la Direzione dell’Hotel Real Monasterio San Zoilo decida di rimetter mano al portale, e che il prossimo cantiere porti con sé, così, una nuova graditissima sorpresa per gli appassionati del romanico.
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Nel monastero diventato albergo di lusso, altri capitelli, recuperati forse dal chiostro romanico ora perduto, sono stati collocati nella galleria che si stende davanti il portale ritrovato: non hanno la stessa qualità compositiva e sono purtroppo in uno stato di conservazione non ottimale, ben differente da quello di cui godono i capitelli del portale ritrovato. Un altro capitello romanico, con alcune figure umane e leoni, si trova per metà incastrato in una parete, in alto nella navata della chiesa. Carrión de los Condes, poi, è cittadina dalla storia importante, e il Monasterio de San Zoilo, con i suoi pezzi medievali, non è certo l’unica sua attrattiva: nel centro cittadino è collocata la chiesa di Santa Maria del Cammino, con la sua strana facciata laterale riccamente scolpita e sostenuta da contrafforti; e ancor più interessante è il Santiago locale, che presenta all’ingresso colonne, capitelli e archivolti finissimamente decorati e, ancor più in alto, sotto la gronda del tetto, un grande fregio con il Salvatore circondato dagli apostoli.
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L’Aragona romanica in 162 pagine, nove tappe e ventuno racconti. Before Chartres racconta questa terra ricchissima che ha per capitali Jaca, città sorprendente, e poi Uncastillo, piena di musici e ballerine in pietra, e il monastero vecchio di San Juan de la Peña, col chiostro protetto dalla montagna incombente. Ma le pagine di questo volumetto accompagneranno i “cercatori di romanico” fino al monastero di Siresa, e poi su al Santiago di Agüero, nella chiesa di Santa Cruz de la Serós con la sua stanza nascosta, dentro la cripta antica di Roda de Isábena, al castello di Loarre, nel chiostro alieno di Alquézar… I CAPOLAVORI del romanico in terra D’ARAGONA.
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Antonio Pozzi (da Fb):
Ho visitato la Castiglia qualche anno fa ed è una terra ricchissima: è addirittura impossibile vedere tutte le chiese romaniche che ci sono.
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Paola Mazzoni (da Fb):
Spettacolare.
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Non so se riuscirò ad arrivare a visitare l’alta Castiglia nel mio viaggio del mese prossimo nel nord della Spagna (Asturie, Cantabria, fino in Galizia) ma Carrion de los Condes è senza dubbio una meta irrinunciabile per un appassionato del romanico. Stupendi i capitelli ritrovati che ci mostri. Affascinante Santiago.
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Gigi Giudice (da Fb):
Incredibile capacità espressiva di migliaia di questi innominati che neppure avevamo l’ambizione di essere identificati e chiamati “artisti”.

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