Noè ebbro e la danza sguaiata di Cam

Non sono rari i passi della Bibbia che appaiono quasi privi di senso, e che mostrano comunque passaggi o esiti che fatichiamo a giustificare. Tra questi racconti dell’Antico Testamento solo in apparenza elementari, e già sconcertanti ad un prima lettura, c’è l’episodio dell’ebbrezza di Noè, che si addormenta ubriaco e per questo viene deriso da uno dei figli.

Possiamo vedere la vicenda mirabilmente illustrata nel santuario di Anglona, in Basilicata, in una delle poche scene discretamente leggibili del ciclo di dipinti romanici: Noè giace a terra, e l’aureola dei santi ne nobilita il volto reclinato nel sonno; il vecchio patriarca però ha il corpo indegnamente nudo e le parti intime scoperte.

L’episodio dell’ebbrezza di Noè nell’affresco di Anglona (dal blog camminarenellastoria)

Il racconto biblico – siamo nel capitolo 9 della Libro della Genesi – dice che Noè, coltivatore della terra, negli anni della sua vecchiezza aveva cominciato a coltivare la vite. “Avendo bevuto il vino, si ubriacò e giacque scoperto all’interno della sua tenda”. Il testo non dà giudizi su questa debolezza di Noè, e si concentra invece sull’atteggiamento dei figli, Cam, Sem e Iafet, e sulle conseguenze di questo atteggiamento, gravissime per il figlio minore di Noè. La Genesi infatti prosegue raccontando che “Cam, padre di Canaan, vide il padre scoperto e raccontò la cosa ai due fratelli che stavano fuori. Allora Sem e Iafet presero il mantello, se lo misero tutti e due sulle spalle e, camminando a ritroso, coprirono il padre scoperto; avendo rivolto la faccia indietro, non videro il padre scoperto”.

Anche se il testo non lo dice esplicitamente, la tradizione esegetica, proprio a partire dalla punizione che colpirà il figlio più giovane, deduce che Cam abbia deriso il padre; ed è per questo che l’affresco di Anglona, seguendo questa tradizione più ancora che il testo letterale, lo mostra danzante e divertito. Certo è però che Cam non ha avuto le attenzioni che, informati a loro volta, ebbero invece gli altri due figli: attenzioni quasi eccessive nei modi, o quasi rituali, secondo il testo della Genesi, che li fa addirittura camminare all’indietro mentre poggiano il mantello a coprire il vecchio padre; e anche nel dipinto di Anglona i visi dei due figli maggiori  purtroppo rovinati, sono comunque rivolti all’indietro, mentre insieme si avvicinano a Noè dormiente.

Ed ecco che cosa accade quando, smaltiti ebbrezza e sonno, al padre viene raccontato quanto gli è accaduto:

Quando Noè si fu risvegliato dall’ebbrezza, seppe quanto gli aveva fatto il figlio minore; allora disse: «Sia maledetto Canaan! Schiavo degli schiavi sarà per i suoi fratelli!». Disse poi: «Benedetto il Signore, Dio di Sem, Canaan sia suo schiavo! Dio dilati Iafet e questi dimori nelle tende di Sem, Canaan sia suo schiavo!».

La maledizione è durissima, e colpisce Cam direttamente e nella sua discendenza, rappresentata dal figlio Canaan. Da Cam, che senza pudore aveva guardato le nudità del padre ebbro, nascerà la razza destinata alla subalternità: il testo biblico avvia così, e insieme codifica, l’idea che la razza “camitica”, la genìa nera diffusasi secondo la tradizione in Africa, sia composta di persone con una intelligenza inferiore e prive, proprio come il capostipite, di senso morale e di pudore. E da Canaan, figlio di Cam, discendono i popoli cananei, i peggiori nemici d’Israele: narrare la maledizione iniziale significa spiegare come quei popoli, contrariamente a quanto accaduto per il popolo eletto, siano nati dalla trasgressione, e rendere ancor più ributtanti i costumi Cananei, da cui gli Ebrei dovevano distinguersi radicalmente.

Gli affreschi di Anglona. A sinistra, l’ebbrezza di Noè (foto da basileusonline.it)

Nell’XII secolo l’artista di Anglona, inconsapevole forse di queste letture antropologiche, ha potuto raccontare l’episodio con leggerezza: nell’affresco, il cui stile particolare ha fatto pensare anche ad una datazione più recente rispetto all’epoca romanica (Before Chartres lo spiega in questo altro articolo), le figure si muovono con eleganza, raffinate nel tratto, in una costruzione che sembra priva di profondità, quasi a danzare fossero tutti i personaggi, non solo Cam. Ma gli osservatori moderni si fanno altre domande. In primo luogo perché sono ben consapevoli delle conseguenze fatali di certi miti primordiali, di certe ideologie razziste ante litteram, che nelle epoche più recenti hanno portato davvero l’uomo dalla pelle scura ad essere “schiavo degli schiavi per i suoi fratelli”. Qualcuno si chiede se una reprimenda così dura da parte di Noè, e così gravida di ricadute, non possa essere derivata da ben altra ingiuria, che sarebbe stata commessa mentre il patriarca dormiva nudo e ubriaco. Nel suo blog, in un articolo intitolato “Il peccato di Cam contro Noè che è troppo scandaloso per essere spiegato”, Daniele di Luciano presenta una lettura condivisa da altri esegeti: Cam, o addirittura Canaan, avrebbero approfittato dell’ebbrezza del padre per gesti sessuali incestuosi, nei suoi confronti o nei confronti di una delle sue mogli.

Comunque sia, anche la lettura di queste tesi “estreme” ci riporta alla nostra iniziale constatazione: e cioè che in alcuni suoi episodi, la Bibbia è come un vortice, come un abisso profondo, in cui si mescolano livelli di comprensione differenti; e che alcuni sono per noi ancora comprensibili, altri sfuggono alla nostra lettura, e forse anche a quella degli artisti del tempo romanico, che pure della Bibbia nutrivano ogni loro sapere.

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Le storie della Bibbia hanno ispirato e guidato gli artisti romanici. Before Chartres ne ha descritte molte nei suoi articoli, e oggi ha raccolto le più affascinanti in un volumetto pieno di fede, di sapienza e di stupore, che trovi qui: STORIE della Bibbia NELL’ARTE ROMANICA.

4 pensieri su “Noè ebbro e la danza sguaiata di Cam

  1. Giulio Giuliani ha detto:

    Giulia Lentini (da Fb):
    Molto interessante. Anch’io faticavo a comprendere la gravità del comportamento di Cam e la severità di Noè una volta sveglio. E non è l’unico testo della Bibbia che ci lascia a bocca aperta.

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  2. Paolo Salvi ha detto:

    Ancora, purtroppo, non sono stato ad Anglona che pur conosco dai libri e grazie ai diversi post che trovo nel gruppo Itinerari Artistici del Medioevo.
    Molto interessanti gli affreschi che sono piuttosto ben conservati, considerati i secoli trascorsi dalla loro esecuzione.
    La narrazione biblica che così puntualmente esponi, lascia alquanto perplessi ai nostri tempi, per la severità della punizione.
    Fa pensare piuttosto la condanna ai discendenti di Cam, che rimanda a secoli di razzismo. Possibile che non sia una lettura delle sacre scritture usata a posteriori per avvallare lo schiavismo?

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    • Giulio Giuliani ha detto:

      Certo, Paolo, è così. La Bibbia non intendeva certo porsi a fondamento della tratta degli schiavi. Ma già al tempo degli Ebrei, che non sopportavano i vicini Cananei, evidentemente questo testo ha assunto anche una valenza religioso-politica.

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