Ortega, luce sul viso di “Madonna Lisa”

Qualcuno dice che ha il sorriso della Gioconda: ed in effetti la Madonna di San Juan de Ortega, a cui l’Angelo sta annunciando il concepimento di Gesù, ha lo sguardo fisso nel vuoto davanti a sé, e la sua espressione enigmatica, per metà sorpresa, per metà appagata, richiama quella di Monna Lisa.

Questa scena, questa annunciazione, sta su un capitello nel presbiterio della chiesa castigliana – la cittadina di Ortega si trova ad un trentina di chilometri ad est di Burgos – dove apre una lunga e interessantissima “processione dell’Incarnazione”. Il pezzo, scolpito nel XII secolo, mostra infatti tutta la vicenda intorno alla nascita di Gesù: l'”Ave Maria”, appunto, poi la visita della Vergine ad Elisabetta, poi il “sonno” di Giuseppe, a cui un altro angelo anticiperà i fatti che si troverà ad affrontare, e ancora la scena completa del presepe, con la mangiatoia, il Bimbo nato, il bue e l’asinello; la rappresentazione dell’annuncio ai pastori – con tante pecore, in realtà, e un solo pastore – chiude la lunga e dettagliata sequenza.

Il capitello dell’annunciazione (da romanicoaragones.com)
L’annuncio ai pastori (da romanicoaragones.com)

L’autore impagina con ordine e maestria le diverse scene, e tutto il racconto è perfettamente leggibile. Solo su una delle figure resta un dubbio: una donna velata si trova, infatti, in piedi tra l’annunciazione e la visitazione. Si tratterebbe della fanciulla che, secondo alcune tradizioni, avrebbe accompagnato Maria alla casa di Elisabetta, o forse è una donna che – come a Castelseprio – assiste all’annunciazione. E però potrebbe essere Maria stessa, rappresentata in cammino: saremmo allora di fronte ad un sorprendente trait d’union, al modo in cui l’artista di Ortega avrebbe voluto mostrare, proprio con questa figura che sta tra l’annuncio e la visita ad Elisabetta, anche la fatica e il coraggio del viaggio della giovane Maria, già in attesa, verso la cugina bisognosa d’aiuto.

La natività (da romanicoararones.com)

E a proposito di trait d’union, spettacolare è il modo in cui Giuseppe, scolpito proprio al centro del capitello, racconta contemporaneamente due episodi differenti, molte volte narrati dall’arte romanica, che lo riguardano da vicino: quello che vediamo, infatti, è certamente il momento in cui l’angelo gli appare in sogno, mesi prima della nascita del Bambino; ma contemporaneamente, appoggiato silente al bastone, Giuseppe sta già vegliando, proprio come in tanti “presepi” medievali, in un angolo della grotta dove Maria ha appena partorito.

Il capitello “dell’Incarnazione” di San Juan è noto ai più come capitello “dell’Annunciazione”, per via di un ammiratissimo fenomeno. Accade infatti che al tramonto di pochissimi giorni, quelli a cavallo degli equinozi di primavera e d’autunno, per pochi minuti un raggio di sole entra da una finestra e va a riempire di luce, prima di tutte le altre, la figura della Madonna che sta ricevendo l’annuncio dall’angelo (come mostra questo video). È verso questa luce, dicono gli appassionati, che si rivolge il sorriso enigmatico di Maria, ed è là, verso la luce da cui periodicamente viene inondata, che guarda questa Monna Lisa del tempo romanico. E insomma: la fama di questo bellissimo pezzo si è costruita, per il grande pubblico che arriva a Ortega seguendo il cammino di Santiago, in buona parte su questo gioco magico, su questo effetto da gran teatro, su questo raggio di sole, voluto o casuale che sia il suo effetto.

Il capitello di Ortega illuminato negli equinozi (foto da Viajecaminodesantiago.com)

Scartabellando nei propri appunti e nel web – e soprattutto affidandosi ad arquivoltas.com, il sito sul romanico spagnolo che non delude mai – Before Chartes ha scovato un altro motivo che rende appassionante il nostro capitello “dell’Incarnazione” di Ortega. Scopriamo infatti che questo rilievo, con il suo racconto articolato e complesso, ha un gemello: a Duero di Soria, infatti, nel “baldacchino” di un’altra chiesa dedicata a San Juan, un capitello ripropone la stessa annunciazione, la stessa visitazione, la stessa natività, lo stesso annuncio ai pastori; tutte le scene sono rappresentate in modo simile, anche se è sparita quella figura della donna in piedi tra l’Ave Maria e la Visitazione; anche in questo capitello gemello la figura centrale era quella di Giuseppe, di cui però a Duero restano purtroppo solo una mano con il bastone su cui lo sposo di Maria si poggiava per meditare.

Non dev’essere casuale il fatto che un raggio di sole illumini, in giorni “speciali” la “Madonna Lisa” di San Juan de Ortega; allo stesso modo non può essere dovuta al caso la perfetta rispondenza tra due capitelli scolpiti a più di centocinquanta chilometri l’uno dall’altro; rispondenza che secondo arquivoltas.comseguramente esté basada en algún icono o en alguna miniatura procedente de Bizancio“. Una illustrazione bizantina potrebbe essere, quindi, la fonte comune per i due capitelli. E così, alla fine, sono due raggi di luce che rendono particolarissimo il capitello di Ortega: uno arriva da ponente, da dove il sole va a morire, e riempie di luce il volto di Maria; l’altro lo ispira da oriente, da quella cultura bizantina così lontana nello spazio ma capace di innervare di sé anche un capitello romanico dedicato al racconto del Natale, e anzi due.

Non c’è, questo pezzo notevolissimo, nel volumetto sui capitelli medievali che Before Chartres propone, finalmente “in carta”, ai suoi lettori più fedeli. E però ce ne sono altri dodici – anzi, per la verità ce ne sono altri quattordici – che hanno la pretesa di essere altrettanto belli. Vedere per credere. Qui: DODICI splendidi CAPITELLI ROMANICI.

Le storie della Bibbia hanno ispirato e guidato gli artisti romanici. Before Chartres ne ha descritte molte nei suoi articoli, e oggi ha raccolto le più affascinanti in un volumetto pieno di fede, di sapienza e di stupore, che trovi qui: STORIE della Bibbia NELL’ARTE ROMANICA.

4 pensieri su “Ortega, luce sul viso di “Madonna Lisa”

  1. Paolo Salvi ha detto:

    Molto interessante questo capitello che ci mostri, per il dipanarsi sul medesimo dell’articolata narrazione dall’Annunciazione alla Natività. Così come è interessante il raffronto con quello analogo di San Juan de Duero.
    Chissà se un giorno riuscirò finalmente a programmare un viaggio in Spagna, tanto decantata e soprattutto tanto ammirata nel tuo blog.

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