Il vero tesoro romanico, qui a Echano, sta un po’ più su del famoso portale

Sperando che in Navarra non leggano con troppa attenzione questo blog, diciamo qui sottovoce che il portale della chiesa di Echano, presso Olóriz, pur così ricco e pieno di figure, sta un passo indietro rispetto a quello di Uncastillo, in Aragona, che per molti aspetti è simile. Il paragone è brusco – è sempre ingiusto stilare classifiche – e però l’accostamento è inevitabile.

La chiesa (foto: romanicoaragones.com)

La scena rappresentata nell’archivolto centrale del San Pedro navarrino riprende, infatti, lo stesso tema già scolpito ad Uncastillo: descrive cioè una cena, un banchetto, con musici e storpi e strane figure sedute a tavola, e con uomini barbuti, e con diverse donne che si tengono con le mani la chioma. Insomma, quello che viene narrato nella pietra è forse un convivio per far lutto, o per far festa, come ad Uncastillo; e però occorre ammettere che troviamo qui una qualità plastica minore: è un po’ come se lo scultore di Echano avesse voluto emulare il capolavoro aragonese, aggiungendo figure, ampliando la scena, popolando a dismisura il carosello rappresentato, senza poter però poter nascondere un’abilità scultorea minore, un modo di scolpire più piatto, più popolare, più artigiano. Senza calcare troppo la mano, Antonio Garcia Omedes scrive che

il portale nord è costituito da sette archivolti sorretti da tre coppie di capitelli istoriati e quattro coppie di pilastri lisci. L’archivolto che poggia sulla coppia centrale di capitelli comprende ventisei conci, venticinque dei quali decorati e uno liscio in corrispondenza della chiave di volta. I conci decorati presentano figure scolpite in modo semplice, raffigurate su entrambi i lati della modanatura dell’archivolto, come se sbirciassero da dietro di essa. I loro volti e gesti sono visibili sulla facciata dell’archivolto, mentre le gambe sono raffigurate sull’intradosso del concio. Il modello qui seguito dall’artista è lo stesso magistralmente utilizzato da altri scultori a Santa María de Uncastillo e a Leyre, dove entrambi i lati delle modanature dell’archivolto sono decorati, e dov’è raffigurata ripetutamente la donna accovacciata che si tira i capelli…

Il portale (foto: romanicoaragones.com)
Un detteglio dell’archivolto (foto: romanicoaragones.com)

Molti comunque vengono fin qui, fino a questo eremo perso nel verde, intorno a cui null’altro è rimasto dell’antico insediamento, e si appassionano. E il portale di San Pedro, fortemente strombato e costruito sul lato settentrionale, probabilmente in aggiunta ad una chiesa dalla struttura semplice, è come un roseto inatteso che, popolato di fiori ed insetti, si appoggia ad una casa in apparenza abbandonata. E con il suo archivolto attira ovviamente gli appassionati di fotografia del romanico.

Before Chartres vede però ad Echano qualcosa di ancor più interessante e, consapevole del giudizio poco lusinghiero che ha dato fin qui dell’eremo, invita gli amanti dell’arte romanica ad alzare lo sguardo e i teleobiettivi più su rispetto al portale, fino alle mensole, ai canecillos, che reggono la gronda del tetto. Soprattutto quelle dell’abside e del lato nord della chiesa, oltre alle dieci collocate sopra il portale stesso, sono infatti finemente scolpite, alcune con notevoli figurazioni geometriche, altre con piacevolissime figure umane.

Le mensole di Echano sono presentate con dovizia di particolari nella pagina dedicata al San Pedro da romanicoaragones.com – come sempre molto più completa di questa nostra – da cui abbiamo preso le foto di questo articolo. Tra le figure messe a guardia del tetto ci sono un acrobata che si contorce, e diremmo che è nudo, e un anziano seduto, con una lunga barba con le mani che sembrano legate; c’è una donna mestamente seduta, e ci sono musici che suonano – uno si esibisce con una specie di violino, un altro soffia in un piffero, un terzo in un dolio -; c’è un personaggio, forse un frate, con una grossa chiave… E poi ci sono un paio di uomini che in origine erano esibizionisti e superdotati, ma i cui attributi sono evidentemente stati distrutti, forse a colpi di pietra, in una sorta di censura; c’è poi una donna nuda: anche lei esibisce il suo sesso, ma anche lei è stata mutilata da violenti benpensanti. Citiamo ancora – e osserviamo con attenzione – le mensole con le bocche mostruose spalancate: una in particolare sta per inghiottire un uomo, da cui orecchio destro però esce un serpente, mentre un’altra serpe esce dall’orecchio sinistro della belva.

Molte altre mensole, prive di figure, hanno comunque una decorazione raffinata e realizzata con fantasia e con cura. Tra gronda e canecillos, corre una greca floreale delicata ed elegante; e va sottolineato, infine, che i rilievi sotto il tetto di San Pedro – quelli che presentano personaggi e quelli più prettamente ornamentali – conservano in alcuni punti tracce di pigmentazione forse originaria, che aggiunge interesse alla nostra osservazione e ai nostri scatti. Con questi pezzi, sì: con le sue mensole scolpite l’eremo di Echano può ambire a confrontarsi con Cervatos e con Uncastillo, con Fromista e con Piasca, e con tutti gli altri luoghi in cui la scultura del XII secolo in terra di Spagna ha scelto questi piccoli spazi privilegiati per esprimere tutta la sua fantasia e la sua vitalità.

Le mensole sotto la gronda (tutte le foto sono di romanicoaragones.com)

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Un pensiero su “Il vero tesoro romanico, qui a Echano, sta un po’ più su del famoso portale

  1. Avatar di Paolo Salvi Paolo Salvi

    Piccola chiesa sorprendente della Navarra che nel mio viaggio di due estati fa non ho visto (era fuori dall’itinerario programmato) ma che certamente metterei in nota in nuovo viaggio nella regione.
    Come tante chiese spagnole ha stupendi canecillos piuttosto “irriverenti” o, forse, solo goliardici, oppure ancora erotici o osceni in base al sentire di chi li guarda.
    Fanno sempre un po’ effetto a noi che pensiamo che nel medioevo fossero magari bigotti o bacchettoni come nelle epoche successive alla Controriforma e al Concilio di Trento.
    Ma dal punto di vista scultoreo mi paiono ben fatti, non certo approssimativi, forse un po’ caricaturali visto il tema trattato.

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