L’Eva di Clermont, padrona del gioco

Vi turba quest'Eva lussureggiante, curve e carne dolce, meravigliose forme d'abbondanza? Eppure questo doveva essere - e non certo la magra femmina triste di molti altri capitelli medievali - la donna di Adamo nel Paradiso Terrestre. Florida, come tutto l'Eden, splendida e provocante prima del peccato, e maledettamente seducente durante il peccato. Poi, dopo la Caduta, il …

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Una chiesa “antica” nei Parioli del ‘300

Così bella da resistere al restiling urbanistico dei secoli successivi: la chiesa romanica di Castell'Arquato domina ancora la parte più alta della cittadella fortificata, e le sue absidi digradanti restano il centro della piazza. Tutto, intorno alla chiesa, è mutato radicalmente tra Medioevo e Rinascimento, e già nel Trecento l'antico borgo feudale aveva assunto l'aspetto - …

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I dodici chiostri più belli, a memoria

Test per l'appassionato di medioevo in relax, cioè per me: tracciare - a memoria! - la mappa dei chiostri romanici più affascinanti, più preziosi, quelli in cui ti perdi a guardare i dettagli, i volti, le figure mostruose, e ti fermi ad ogni passo per tentare di interpretare una scena, per poi immortalarla con uno …

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Un corpo nudo: è la disfida di Brioude

Mai vista una battaglia in cui gli eserciti contrapposti si contendono il corpo, nudo, di un uomo. Quello scolpito sul più bel capitello di Brioude, quindi, non può essere uno scontro qualsiasi, una banale scena di guerra. E a quel personaggio, drasticamente spogliato e drasticamente scolpito, occorrerà ri-dare l’identità e il nome che certamente ebbe; …

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Quel braccio teso a Zaccheo sul ramo

Ci sono tanti uomini sugli alberi, nella scultura medievale. Ma questo è Zaccheo, questo siamo noi. Sui capitelli e sui portali romanici, tra rami e foglie e arbusti ci sono gnomi, omini nudi, teste barbute; ma l’uomo a cavalcioni di un ramo sul capitello di Saint-Nectaire, in Alvernia, questo è il “capo dei pubblicani” di …

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Abramo: il lungo istante poi il suicidio

Quand'ero ragazzo, nessuna pagina della Bibbia mi risuonava affascinante e cruciale come il racconto del "sacrificio di Isacco", di quando cioè Abramo, per volere del Signore, portò il figlio sul monte, pronto ad immolarlo per compiacere il suo Dio. Molte cose mi impressionavano, allora, in quella vicenda, a cui davo una lettura infantile; e altre …

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