Chauvigny: di rosso e di inquietudine

I capitelli di Chauvigny mi inquietavano in passato, e lo fanno ancora. Bianchi e con gli elementi scolpiti bordati di rosso, sono per questa loro peculiarità cromatica davvero diversi dagli altri, tanto che verrebbe quasi da considerarli poco credibili, poco romanici. All’inizio, poi, mi infastidiva fortemente il pensiero che io, questa chiesa coi suoi capitelli speciali… me l’ero persa. Nel mio primo viaggio attraverso la Francia romanica, infatti, lungo la strada che da Poitiers a St-Savin, ero passato a pochissimi chilometri da Chauvigny ma senza accorgermene, e quindi senza fermarmi per una visita.

Li vedevo sui libri, i capitelli di Chauvigny – in particolare questo, con il mostro ricciuto che morde sorridendo una piccola figura umana – e la reazione era quella di non considerarli interessanti, un po’ come fece la volpe con l’uva.

ChauvignyCapitelloAnni dopo, visitata la chiesa e ammirati di persona i capitelli, Chauvigny ha continuato a provocarmi disagio. In quella navata troppo bianca e insieme troppo colorata, le sculture, con i tratti rossi che le contornano, sono sempre troppo diverse. Questione di colori più che di iconografia. Perché è il bianco della pietra, e sono i tratti purpurei aggiunti per marcare i bordi e i fondi, a dare ai capitelli un aspetto insolito e straniante. Così truccati, conducono alla Mesopotamia quasi più che al mondo romanico, e richiamano certi glifi maya più ancora che le pur vicine sculture di Poitiers e Aulnay-de-Santoigne.

Si fa fatica, si fa tremendamente fatica, ad accettare l’idea che la gran parte delle opere scolpite nel tempo romanico fossero poi trattate con pennelli e colori. A Chauvigny ci si riprova, e si cerca di capire; ma la sensazione forte è che se colore ci dovette essere, su quelle sculture e su tante altre, non era comunque quello che vediamo adesso.

9 pensieri su “Chauvigny: di rosso e di inquietudine

  1. Giulio Giuliani ha detto:

    Federica Garofalo (da Fb):
    Vero, le chiese romaniche non ci appaiono davvero come le avevano concepite i costruttori: il colore era parte integrante dell’architettura, animava le sculture, rivestiva le pareti attraverso gli affreschi. Noi non possiamo farci che una pallida idea di come fossero in origine.

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