Ma l’Arcangelo fedele non si ribella?

San Michele è il padrone dei luoghi alti. Splendide chiese, nel tempo romanico, sono state costruite sulle vette, e sono state dedicate all’Arcangelo. Alcune, come la Sacra di San Michele in Val di Susa e il monastero esteso di Mont-Saint-Michel in Normandia, costituiscono uno spettacolo d’arditezza; altre sono state rese famosissime – l’esempio più eclatante è il santuario di Monte Sant’Angelo, sul Gargano – dall’aura leggendaria che le circonda.

Il culto dell’Arcangelo, e il suo collegarsi al tema delle cime e delle spelonche, trova proprio in Monte Sant’Angelo – dove il principe delle schiere angeliche appare in una vasta grotta posta in quota, da allora a lui dedicata – uno snodo fondamentale: al santuario del Gargano la devozione arriva dall’oriente bizantino, e attraverso il santuario del Gargano essa si diffonde al popolo longobardo, che nel meridione d’Italia mise radici anche se brevi, e per suo tramite a tutto il continente. A San Michele guardarono con grande venerazione i Longobardi: nell’Arcangelo armato e condottiero essi, convertiti al cristianesimo, fecero rivivere il culto dei loro dèi guerrieri; e nell’Arcangelo trovarono un protettore forte, a cui attribuirono un ruolo di primissimo piano nel loro pantheon sociale. Non a caso Pavia, capitale longobarda, la chiesa principale fu dedicata a San Michele; ma sono numerosissime le chiese che furono costruite con la stessa intitolazione in territorio e in epoca longobarda. 

Mont Saint-Michel06

Mont-Saint-Michel in Normandia

In coerenza con quanto già avvenuto a Monte Sant’Angelo, con grande frequenza il culto dell’Arcangelo si sviluppò con templi e con figurazioni collocate in alta quota. Il principe delle schiere celesti, il generale che vinse il grande decisivo sconto contro Satana e il suo esercito ribelle, fu sempre più spesso associato ai luoghi alti. Detto degli esempi spettacolari e notissimi della Sacra di San Michele e di Mont-Saint-Michel, non si dimentichino due altre “presenze” dell’Arcangelo: a Civate, nella chiesa di San Pietro al Monte, là dove si giunge dopo un’ora di cammino in salita, san Michele e il suo esercito circondano il trono del Cristo nel grande affresco sopra il nartece, ritratti nel momento cruciale della battaglia contro il Drago; a Serrabone, nel priorato isolato sui Pirenei, nascosto sotto la spettacolare tribuna, un solo personaggio è raffigurato sui capitelli rosa, ed è l’Arcangelo, nell’atto di trafiggere la Bestia.

Tra questi altari innalzati come ad una divinità, tra queste chiese “alte” dedicate a san Michele, la più spettacolare forse è la chiesa di Saint-Michel-d’Aiguilhe, posta come una torcia accesa sulla stretta cima di un picco vulcanico a Le Puy, nel Velay. Edificata prima del Mille, e riadattata nell’XI secolo, la si raggiunge salendo i 268 gradini scavati nel tufo sul fianco del colle; in cima, la piccola spettacolare chiesetta – pochi metri quadrati, di forma irregolare, con colonne e capitelli all’interno, e bellissimi affreschi romanici – è affiancata dal campanile, la cui guglia si protende ancor più verso il cielo. 

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Saint-Michel-d’Aiguilhe: la chiesa sul picco vulcanico

Dall’oriente all’Italia, dal Velay alla Normandia, così, l’Arcangelo si è visto tributare un culto specialissimo, con caratteristiche di grande evidenza. E se non sorprende l’appassionarsi dei secoli medievali alla figura dell’angelo-guerriero, è singolare che tale esaltazione abbia come oggetto proprio l’Arcangelo fedele, colui che nel nome porta il segno della modestia – “Mi-ka-El” significa infatti “Chi come Dio?” -. Stupisce un po’ che dopo aver combattuto il Superbo, e dopo averlo abbassato e ridotto all’impotenza proprio per punirne l’orgoglio di fronte al Signore, lo stesso san Michele abbia accettato di ricevere dagli uomini del tempo romanico questa così ampia venerazione, e la sopporti e la tolleri senza adombrarsi.

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SanMicheleLineaE’ stata evidenziata – e qualcuno l’ha fatto con letture tra il miracolistico e l’esoterico – che sette delle più importanti chiese dedicate nel medioevo all’Arcangelo si pongono sorprendentemente allineate su un’unica direttrice, su una “linea sacra” che parte dall’Irlanda e termina in Terra Santa. Ad un capo della “linea” sta un isolotto lungo la costa irlandese, noto come “Skelling Michael”, sulla cui cima, dopo l’apparizione dell’Arcangelo, sorse un insediamento monastico, resti del quale sono ancora presenti; segue lungo la direttrice, in Cornovaglia, il Saint Michael’s Mount, un altro isolotto raggiungibile dalla costa con la bassa marea e dedicato all’Arcangelo, in sostanza il contraltare inglese del più celebre Mont-Saint-Michel in Normandia, che poi è terzo punto della “linea sacra”. La quale prosegue con la “Sacra di San Michele” in val di Susa, con il monastero di San Michele sul Gargano, con il monastero di Symi su un’isola greca, che conserva una gigantesca immagine dell’Arcangelo, e si conclude con il monastero del Carmelo in Israele.

La “linea sacra”, che secondo la leggenda sarebbe il segno sulla Terra di un colpo inferto dalla spada dell’Arcangelo, risulta orientata verso il punto del tramonto del sole nel solstizio d’estate; significativa è anche la distanza tra i tre punti centrali è più importanti della “linea” – Mont-Saint-Michel, Sacra di San Michele e Monte Sant’Angelo – che risultano posti a mille chilometri l’uno dall’altro.

 

 

 

14 pensieri su “Ma l’Arcangelo fedele non si ribella?

  1. Paola Lamberti ha detto:

    ci sono salita, è pura magia. sull’altra guglia la statua della Vergine fusa con i cannoni di non so più quale battaglia…ma tutto il contesto è in relazione. non si comprende appieno se non vedendo il luogo.

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  2. Paolo Salvi ha detto:

    Finalmente ci sono andato.
    Spettacolare sito e meravigliosa la chiesa nella sua originalità costruttiva.
    La facciata tutta decorata a la mode auvergnate è un vero gioiello, come disse Merimée. Sculture e decorazioni policrome col semplice gioco delle pietre tagliate a disegni geometrici la rendono uno scrigno splendente. Dentro le due parti dell’edificio dialogano col linguaggio del romanico e sono ricoperte di affreschi ancora leggibili: nel coro più antichi, verso le Mille, nella navata della seconda costruzione, dopo il 1150.
    Sublime.

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    • Giulio Giuliani ha detto:

      Grazie, Paolo! Davvero un piacere sapere che, mentre gusti luoghi che sognavi da tanto, trovi il tempo per ricordarti di Before Chartres, e per dare il tuo contributo. Buona permanenza nelle tante terre d’Alvernia.

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