Nelle ali aperte del portale di Estella

Quanti dei ventiquattro lettori di “Before Chartres” conoscono già il portale di Estella? Pochissimi, scommetto. Perché non c’è portale del tempo romanico che sia contemporaneamente così bello, ma insieme così poco noto, come questo scolpito ad accogliere il pellegrino che giunga nella chiesa di San Miguel.

E’ vero: il timpano, qui ad Estella, sopra la porta di ingresso posta a nord, non è vasto come quelli di Autun o di Vézelay. La lunetta vera e propria, che ospita la tradizionale scena del Cristo trionfante circondato dai simboli del Tetramorfo, si è come rattrappita, ed è ridotta al minimo; eppure contiene il dovuto, ed anche le due figure di Maria e di Giovanni, le quali come insieme stavano sotto la Croce, insieme assistono ora alla Seconda Venuta.

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Il portale, veduta complessiva

E però se la lunetta si riduce, qui a San Miguel, è perché attorno le esplodono come in un gigantesco girotondo cinque grandi archivolti scolpiti di figure bibliche: gli immancabili vegliardi dell’Apocalisse, gli angeli col turibolo, ma poi anche santi e martiri tra cui Stefano, lapidato, Martino che taglia il mantello e Giovanni la cui testa sta per essere tagliata. Un sesto archivolto, più sottile, anche questo finemente decorato, tutti gli altri racchiude e custodisce.

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Il Sogno di Giuseppe e la Fuga in Egitto

Il grande semicerchio che così il portale disegna a sua volta è retto da dieci colonne, cinque per parte, concluse da dieci capitelli che, come pagine di un libro che via via si sfoglia, raccontano in episodi distinti tutta l’infanzia di Gesù. Si inseguono l’Annunciazione, la Visitazione, la Natività con l’Annuncio ai Pastori, il Dono dei Magi, il Sogno di Giuseppe e la Fuga in Egitto, e ancora Erode con gli scribi e la Strage degli Innocenti; poi d’improvviso la storia, fin qui ben ordinata, si interrompe; e il nono e il decimo capitello, pur molto belli, sono di mano differente ed entrambi, affiancati, raccontano di scene di caccia e di foresta… Aggiunta? Ampliamento successivo? Ricostruzione inesatta? Non lo sapremo, e poco importa.

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Uno scorcio del portale

Importa invece il guizzo con cui poi il portale di Estella sia amplia, come un’aquila che allarga le ali. Al nucleo tradizionale si aggiungono a destra e a sinistra, esterne ma perfettamente integrate, quattro grandi scene a bassorilievo. Nelle due in alto dominano otto grandi statue colonna, rappresentanti gli Apostoli, che dietro di loro hanno altre quattro figure più piccole, a completare il numero dei Dodici. Nelle due grandi lastre in basso, a sinistra campeggia la figura dell’Arcangelo Michele – a lui è dedicata la chiesa – che prima, sotto lo sguardo ammirato di un altro angelo, trafigge il Dragone, e poi disputa un poco di anime con il Maligno; a destra è scolpita un’ampia, distesa e serena rappresentazione delle Donne al sepolcro.

Con le sua ali aperte, il portale di San Miguel si dilata sulla parete, fino a ricordare un po’ il più vasto portale di Ripoll; anche le coperture protettive, che qui come a Ripoll sono state costruite a difendere la facciata e il suo racconto per immagini, avvicinano il portale di Estella a quello più vasto e molto più noto del monastero catalano. Ma mentre questo è faticoso, rovinato com’è dalle ingiurie dei secoli, la grande porta di Estella si propone invece come una delle più godibili sculture parietali del tempo romanico; ed è leggibilissima, forse anche per quel sottile infiltrarsi, nelle storie fuse nella pietra, di un soffio di nuova eleganza, già quasi gotica, ma ancora accettabile anche per “Before Chartres” e i suoi lettori, che ad Estella andranno, e presto, senza alcun dubbio.

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La chiesa di San Miguel

La chiesa di San Miguel è uno dei gioielli artistici della cittadina di Estella, in Navarra, nel nord della Spagna, non lontana da dove la lunga catena dei Pirenei termina il suo cammino nell’Atlantico. L’articolata composizione di diversi elementi che costituiscono, tutti insieme, il portale settentrionale della chiesa è databile, nel complesso, alla seconda metà del XII secolo: lo descrive nei dettagli, con la consueta profondità di analisi e di lettura, il sito romanicoaragones.com, una vera miniera di informazioni e di immagini sul romanico di questa regione, a cui questa pagina ha rubato alcune delle fotografie. Splendida la documentazione anche nel sito Romanico en Navarra.

Tra i gioielli della cittadina di Estella va citato il chiostro romanico di San Pedro de la Rúa, uno dei più belli di Spagna, che, secondo il sito specialistico Cenobium, “spicca per il ciclo di capitelli con straordinari motivi iconografici. Sebbene il chiostro, che si trova lungo il cammino di Santiago de Compostela, sia oggi conservato solo in parte, quanto è rimasto permette di riconoscere un programma cristologico e agiografico estremamente particolare”.

7 pensieri su “Nelle ali aperte del portale di Estella

  1. Paolo Salvi ha detto:

    Un portale splendido che mi ricorda anche i portali provenzali di Saint-Gilles-du-Gard per la ricchezza decorativa e la profusione di immagini e sculture.

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  2. Fiorenza ha detto:

    Nelle prime tappe del Cammino di Santiago mi sono imbattuta in quel portale di Estella che mi è rimasto impresso per la sua imponenza e bellezza. Poi mi sono distratta con una vicina fontana che buttava vino e la stanchezza del cammino
    Vorrei tanto tornarci, ma penso sia un po’ tardi. Ora mi faccio le Chiese romaniche delle Marche e la tua rubrica mi aiuta ad emozionarmi. Ciao e grazie

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  3. Giulio Giuliani ha detto:

    Giuseppe Berton (da Fb):
    Viandanti, amici, spettatori che guardate, osservate, ammirate uomini e donne e santi e vicende, e un angelo che posa un sogno sugli occhi socchiusi di un uomo trascinato nel mistero: passo passo, dai vostri boschi e battaglie vorremmo attrarvi, tutti noi allineati che sprofondiamo piano verso il compimento glorioso del tempo, vorremmo condurvi oltre noi; scivolate sulle nostre vicende, con i vostri sguardi compresi ed entrate e vedrete dove le nostre millenarie vite dovevano approdare. Venite a incontrare l’Amore.

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  4. Giulio Giuliani ha detto:

    Giovanna Bigalli (da Fb):
    Avendo percorso il Camino, ed essendo un’appassionata ricercatrice delle ‘tracce’ dell’arcangelo Michele, come potevo farmi mancare Estella, che già nel nome avvicina al traguardo dell’ultima terra del mondo….
    Ma le vicissitudini del percorso non mancarono, e soprattutto di anni ne son passati troppi…. ed è quindi un grande piacere rivederlo e ripassarlo seguendo le tue parole. Grazie.

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