Uomini-lumaca nel chiostro di Estella

Come definire con una sola parola il chiostro di Estella e i suoi capitelli? Si potrebbe dire che risultano “facili”: due sole gallerie restano in piedi, ciascuna di nove ampie arcate rette da colonne binate; e così i capitelli ancora in situ sono appena una ventina; e solo sette sono quelli “istoriati”, scolpiti cioè con figure che narrano un preciso episodio. Non siamo di fronte, quindi, alla selva di rilievi e di immagini di certi grandi chiostri, come quelli di Moissac, o di Aosta, o di Monreale, la cui visita richiede tempo e dedizione. Al contrario: i pochi capitelli di Estella – e li si trovano tutti, perfettamente illustrati, nell’interessantissimo sito Cenobium) – si potrebbero anche studiare a fondo e imparare a memoria ancor prima di mettere piede nel chiostro.

Il chiostro di Estella con le due gallerie superstiti

Ma forse ancor meglio che con l’aggettivo “facile”, i rilievi del chiostro di San Pedro de la Rúa possono essere definiti elementari, e quasi anche infantili. A cominciare da quelli che presentano coppie di mostri “affrontati”, che sembrano sì la rielaborazione di certi rilievi del grande chiostro di Silos, e però ripropongono le stesse sirene, gli stessi leoni alati, gli stessi uccelli disposti in simmetria, ma con un tratto più piano, più tondo, che pur raggiungendo un delicatissimo effetto di equilibrio e grazia, nondimeno è decisamente più debole rispetto agli esempi fulgidi di Silos.

La scena dell’annucio ai pastori

I capitelli istoriati, quelli cioè che raffigurano storie, sono poi abitati da figure umane dalla tipica forma “a bozzolo”, quasi ingenua, che fa somigliare un po’ tutti i personaggi, che pure sono vivi ed espressivi, quasi a lumache, o a crisalidi in cui i corpi ancora non siano del tutto formati. Bello tra tutti, e perfetto esempio di questo mondo popolato da figure dal profilo dolce, è il capitello dell’infanzia di Gesù; e bellissima è la sua “faccia” nord, con la rappresentazione dell’annuncio ai pastori: l’angelo plana da sinistra, alto nel cielo, e dialoga con uno dei pastori che, salito su un albero, con un bastone si adopera per far cadere le ghiande; sotto assistono tre altri pastori, due dei quali suonano uno strumento; una pecora e un maiale brucano nel prato, mentre una capra si issa verso l’angelo annunciante, appoggiandosi al tronco di un albero. Tutto lo stile di Estella, tutto il suo modo peculiare di rappresentare le figure, si mostra in questi personaggi: l’angelo in volo ricorda un fuco, e ci riporta direttamente all’angelo di un altro capitello, quello che, a San Juan de la Peña, sveglia Giuseppe dal suo sogno; e se il corpo del pastore che dialoga con il messo divino in volo è scolpito con un’innegabile eleganza, quello degli altri tre sotto di lui sembrano proprio il frutto acerbo del disegno di un bimbo.

L’annuncio ai pastori e, nella faccia a sinistra, la natività. In mezzo, il corpo affusolato di Giuseppe

Sul bordo di questa scena, infine, un’altra figura allungata come un frutto si pone come esempio ulteriore dello “stile di Estella”: è quel san Giuseppe in piedi che, appoggiato al suo bastone, in realtà conclude la rappresentazione della Natività sulla faccia contigua del capitello. Il suo corpo è così morbido che la schiena costituisce, vista nella nostra scena dell’annuncio ai pastori, quasi un bordo, quasi un ricciolo d’acanto, quasi un aggraziato elemento decorativo a marcare lo spigolo del capitello.

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Uno scorcio del chiostro

Il chiostro romanico di San Pedro de la Rúa, con i suoi “facili” capitelli datati alla seconda metà del XII secolo, è uno dei più belli di Spagna. Insieme ai chiostri vicini di Tudela e di San Juan de la Peña, rende ancora più ricche le regione di Navarra e Aragona, che si confermano insieme come una delle aree più interessanti dell’intera Europa romanica. A San Pedro “i capitelli dell’ala nord, quella più prossima alla chiesa, mostrano scene agiografiche – spiega il sito Cenobium – come la passione e morte dei santi Lorenzo, Andrea e Pietro, nonché episodi tratti dall’infanzia, dalla passione e dalla resurrezione di Cristo. Sul lato occidentale viene invece presentato un programma iconografico completamente diverso, fatto di animali o esseri fiabeschi (leoni, uccelli, arpie) e vari elementi vegetali.

La cittadina di Estella non si contenta del gioielli di pietra scolpiti a San Pedro: tra le sue ricchezze annovera anche il portale settentrionale della chiesa di San Miguel, databile, come i capitelli del chiostro di San Pedro, alla seconda metà del XII secolo.

Non c’è, il capitello dell’annuncio ai pastori di Estella, nel volumetto sui capitelli medievali che Before Chartres propone, finalmente “in carta”, ai suoi lettori più fedeli. E però ce ne sono altri dodici – anzi, per la verità ce ne sono altri quattordici – che hanno la pretesa di essere altrettanto belli. Vedere per credere. Qui: “DODICI splendidi CAPITELLI ROMANICI”

Le storie della Bibbia hanno ispirato e guidato gli artisti romanici. Before Chartres ne ha descritte molte nei suoi articoli, e oggi ha raccolto le più affascinanti in un volumetto pieno di fede, di sapienza e di stupore, che trovi qui: STORIE della Bibbia NELL’ARTE ROMANICA.

3 pensieri su “Uomini-lumaca nel chiostro di Estella

  1. Giulio Giuliani ha detto:

    Giovanni Busso (da Fb):
    Sempre molto interessanti le letture proposta da questa pagina. Il chiostro di Estella l’ho visitato una decina di anni fa e tra tante cose belle della ragione anche questo è sicuramente un appuntamento importante, anche se poco valutato.

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  2. Paolo Salvi ha detto:

    Sarà un momento stupendo per me quando finalmente arriverò in Spagna, probabilmente seguendo il tuo percorso catalano, giungendo magari anche in Navarra ed Aragona a visitare questi gioielli della scultura romanica che ci proponi nel tuo blog.
    Non mi addentro nell’analisi stilistica e delle raffigurazioni che così attentamente descrivi.
    Come ben sai i chiostri sono luoghi che mi affascinano in modo particolare e questo di certo non fa eccezione.
    Luoghi di pace, luoghi del cuore.

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