I tredici chiostri più belli, a memoria

Test per l’appassionato di medioevo in relax, cioè per me: tracciare – a memoria! – la mappa dei chiostri romanici con capitelli scolpiti e istoriati; farne un elenco; ordinarli, nel limite del possibile, per importanza, ma senza alzarsi dalla scrivania per recuperare libri e cartine, e senza l’ausilio del web. Disegnando un itinerario, non per forza completo ma coerente, solo a partire dai ricordi di viaggio e di studio.

Potete provarci – prendetevi anche voi mezz’ora – e tornare a confrontare la vostra mappa con la mia. I più pigri possono procedere nella lettura, e vedere qui di seguito come, in relax, ho svolto il mio compito in classe.

Primo: in Italia, i chiostri con capitelli istoriati – cioè scolpiti a narrare episodi, non semplici raffigurazioni grafiche o figurative – sono pochissimi, e ciò sorprende, vista la ricchezza artistica del nostro Paese. Ne ricordo solo due: il chiostro di Sant’Orso ad Aosta e quello di Monreale in Sicilia. Poi ci sono molti altri chiostri con capitelli interessanti, ovviamente: il chiostro di Prato, con i magnifici capitelli del Cabestany, che però sono solo due; quello di Benevento, con i suoi capitelli “a stampella”; quello di Cefalù, i cui rilievi però sono molto deteriorati… Ma, infine, per quanto riguarda l’Italia segno sulla mappa due soli asterischi, ad Aosta e a Monreale.

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Il chiostro di Sant’Orso ad Aosta

Passiamo in Francia. In terra d’Oltralpe la mia mappa comprenderà alla fine tre grandi chiostri, a cui se ne aggiungono altri due minori. I tre maggiori sono il chiostro di Arles, escludendo la galleria duecentesca, già gotica; quello di Moissac, tripudio di capitelli e di storie; quello di Saint-Michel di Cuxa, ai piedi dei Pirenei, privato di molti pezzi, ma ancora fondamentale. Non molto distante, il chiostro di Elne è meno noto ma, poiché propone anche capitelli istoriati – uno almeno, con soldati in armi, se ricordo bene – ha diritto al suo asterisco; e per la sua bellezza primitiva merita di entrare nella lista il chiostro, piccolo ma imperdibile, di Lavaudieu, che piacerà assai agli appassionati di sirene e di mostri. Restano fuori, per la qualità inferiore dei capitelli, chiostri ben noti, come quelli di Conques e di Le Puy; ma va bene così. Cinque stelline francesi, nella mappa: cioè Arles, Moissac, Cuxa, Elne e Lavaudieu.

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Un capitello a Silos

In Spagna i chiostri romanici sono molti, e molti sono splendidi, anche se chiostro più bello di Spagna, e forse di tutto il romanico, cioè quello di Silos, non possiede capitelli istoriati: mostri, sfingi, animali… ma niente “episodi” sui capitelli. Bellissimi i rilievi del chiostro di Urgell, con animali, mostri e musici; ma anche qui nessun capitello racconta storie, che siano della Bibbia o dell’agiografia. A L’Estany, in Catalogna, c’è un piccolo chiostro meraviglioso i cui capitelli “primitivi” presentano giochi di grafica, un cavaliere, dei danzatori… A questi primi tre chiostri di Spagna vanno aggiunti il chiostro di Tudela – che invece è ricchissimo di capitelli “narranti” -, quello di Sant Cugat del Valles, famoso per i suoi capitelli in grado di cantare, e quello particolarissimo, senza coperture come un tempio antico, di San Juan de la Pena ad Huesca. Restano fuori dal mio personale elenco altri chiostri famosi – Barcellona, Gerona, Ripoll, Santillana del Mar, Soria – ma che non sento irrinunciabili. Sei asterischi, quindi, in Spagna: Silos, Urgell, L’Estany, Tudela, Sant Cugat, Huesca.

In totale – proprio non ricordo altri chiostri romanici importanti in altre regioni d’Europa – sulla mia mappa stanno tredici stelline. E’ stata disegnata per gioco a memoria: ora apro un po’ di libri e verifico se è attendibile.

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Il chiostro di Lavaudieu

 

P.S.: Molti i commenti alla mia lista di chiostri romanici, e molti i suggerimenti, alcuni riportati qui di seguito. Alla fine, libri, siti ed amici mi hanno indotto ad una sola modifica alla lista originaria, che comprendeva quattordici chiostri, mentre ora è ridotta tredici. Ne ho tolto uno, a cui a memoria avevo attribuito troppa importanza.

16 pensieri su “I tredici chiostri più belli, a memoria

  1. Nicoletta De Matthaeis ha detto:

    Potrei segnalare il chiostro di San Pedro el Viejo (Huesca), dove i capitelli presentano programmi iconografici completi del vecchio e nuovo testamento. Ci sono alcuni capitelli, forse un caso unico, che narrano la leggenda di San Silvestro, ossia la storia che inventò la chiesa per giustificare la ‘donatio Constantini’, essendosi poi revelato un documento falso.

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    • Giulio Giuliani ha detto:

      Già, San Pedro del Viejo… che è un po’ un caso a sé. Sai certamente che il chiostro è stato definito “una bella opera romanica del diciannovesimo secolo”. Molti dei capitelli sono repliche moderne, più o meno fedeli, degli originali trasferiti in museo… Non credo che riuscirò ad aggiungere una stellina. Giudizio sospeso. 🙂

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    • Giulio Giuliani ha detto:

      Grazie, Stefano. Mi sentirei di dire che nel chiostro di Bamberga siamo ormai quasi fuori dal romanico. Sia per la struttura del chiostro – in Germania tutto ha un altra impostazione – sia per i rilievi… se non per alcuni pezzi però molto rovinati. Peraltro, va detto che anche ad Arles, o a Tudela, siamo lontani dalla sana vigorosa fantastica verve romanica… quindi ci può stare anche Bamberga, via. 🙂

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    • Giulio Giuliani ha detto:

      Benevento è citato, Mario. Chiostro particolarissimo che, come dici tu e come dice la nota, possiede particolarissimi capitelli “a stampella”. Sì sì, merita e potrebbe stare in una personale lista dei più belli.

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  2. Paolo Salvi ha detto:

    All’estero dei citati ho visto solo quelli francesi di Arles, Elne (vicino a Perpignano) e Saint-Michel-de-Cuxa sui Pirenei.
    Aosta e Monreale sono tra i più belli d’Italia, non v’è dubbio. Certo che quello del Duomo di Prato coi capitelli del maestro di Cabestany, quello citato di Cefalù e quello di Benevento sono sublimi.
    Eppure di chiostri straordinari in Italia ce ne sono diversi, anche se spesso sono di passaggio tra il romanico ed il gotico.

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    • Giulio Giuliani ha detto:

      Maria Grazia, il chiostro di Follina – che pure è bellissimo, come tutto il complesso dell’abbazia – risale alla fine del Duecento… Siamo molto molto molto al di fuori dei confini del romanico. 🙂

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        • Giulio Giuliani ha detto:

          E con San Giorgio in Valpolicella andiamo già più d’accordo 🙂 Perché oltre ad essere bello – anche se “mezzo” – ha proprio il sapore del romanico. Suggestivo e insieme rude ed elegante. 🙂 Pochi dei capitelli, però sono scolpiti…

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  3. Giulio Giuliani ha detto:

    Antonino Tumore (da Fb):
    In Italia abbiamo tanti gioielli piccoli, in luoghi sperduti. Difficile elencarli. Per me è il massimo. Grazie per aver ricordato San Juan de la Pena. Mi ha colpito particolarmente.

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