Sant’Abbondio e le sue troppe colonne

Non si parlerà con benevolenza, in questa pagina, della basilica di Sant'Abbondio a Como. Dopo aver accennato, in un altro articolo, alle "sue troppe colonne", Before Chartres prova qui a motivare quella affermazione e, pur riconoscendo che per altri aspetti Sant'Abbondio è splendida, prova qui a dire le ragioni del sottile disagio che appunto si …

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L’ibrido prodigioso e puro di San Tomè

Aggraziata come una giovane donna, la chiesa di San Tomè, nel Bergamasco, è sicuramente la "rotonda" più affascinante, elegante e raffinata del romanico. Avrebbe un certo profumo di Aquitania, a sentire quanto dice di lei Raymond Oursel, e porterebbe i segni, per il cerchio che ne determina le forme alla base, "della tradizione romanica dei …

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Siponto, amicizie e influenze del Nord

Sorge nell'esteso e piatto Tavoliere di Puglia, che fu il granaio di Roma, la chiesa di San Leonardo a Siponto, che qui dicono "in Lama Volara", perché con le costruzioni che la circondano è collocata in una "lama", cioè nell'avvallamento creato da un corso d'acqua prosciugato nei millenni. Nel secolo XII, tre luoghi tutto intorno …

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In cerca del romanico in San Clemente

Roma è forse il luogo in cui le ricerche dell'appassionato di arte romanica sono più faticose. Nell'Urbe eterna, i secoli XI e XII sono più che altrove un tempo di passaggio, e la tradizione dei secoli precedenti - l'impero antico e la città paleocristiana - è così influente che nessun edificio sembra poter sorgere "nuovo"; …

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Duomo di Piacenza, la Chartres italica

E allora parliamo del Duomo di Piacenza, che qualcuno definisce la più bella delle cattedrali della via Emilia. E diciamo, invece, che questa grande chiesa sta lì, come sospesa, nata romanica e cresciuta quasi gotica, e come porti in particolare nelle sue immense colonne-pilastro i segni del passaggio da un'epoca all'altra, da uno stile all'altro. …

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L’inutile “occhio di bue” in San Michele

Non c'è dubbio alcuno: ricostruendo nel XII secolo la grande chiesa di San Michele maggiore, il Vescovo, i religiosi committenti e in generale il popolo di Pavia, immaginavano già le future incoronazioni a cui là, in San Michele, avrebbero assistito. Avevano messo mano - e probabilmente accadde dopo il grande terremoto del 1117 - alla …

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