Una mezza colonna, e Spira è romanica

Accadde a Spira: un gran re costruì una basilica immensa, e un gran re suo successore la volle rinnovare. E aggiungendo una colonna, anzi una mezza colonna, la trasformò da “romana” in “romanica”.

Accadde a Spira, dove nel 1025 Corrado II diede inizio alla costruzione di una nuova cattedrale imperiale. Che non si poneva limiti, e anzi in gara con la gigantesca terza chiesa di Cluny, con Santiago di Compostella e con il Saint-Sernin di Tolosa, ambiva ad essere la più grande chiesa della cristianità del tempo. Corrado II si immaginava già sepolto nel suo gigantesco “Kaiserdom“; e non fu l’unico imperatore della dinastia dei Sali a trovare riposo nel grande duomo di Spira, quand’esso fu compiuto. Cosa che accadde circa cinquant’anni dopo l’inizio dei lavori, se nel 1061 la nuova chiesa venne consacrata.

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Il Kaiserdom di Spira (foto di Gerd Eichmann, come quella in copertina)

Ebbene: meno di trent’anni dopo, nel 1090, fu l’imperatore Enrico IV, discendente di Corrado II, ad avviare il nuovo cantiere che avrebbe dovuto rendere la cattedrale di Spira ancora più grande e ancora più… imperiale. Ne rinforzò le fondamenta, ne rinnovò le parti orientali e quanto alla navata – ci interessa proprio questo particolare intervento – volle fortissimamente sostituire la copertura in legno con una volta in pietra. Può sembrare un dettaglio, una modifica dal valore puramente stilistico, e invece – anche se non sappiamo se il re ne fosse consapevole – siamo di fronte ad un passo fondamentale nella storia dell’architettura, compito con un intervento che è allo stesso tempo invisibile e determinante, trascurabile agli occhi dei più, ma epocale per chi insegue il romanico nel suo lungo percorso.

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Il west-werk, ricostruito in epoca moderna (foto di U.Walli da http://www.andareingiro.net)

La cattedrale costruita da Corrado, che gli studiosi chiamano convenzionalmente “Spira I”, aveva navatelle laterali coperte a crociera, ma la grande navata completata, com’era tradizione nelle grandi chiese romaniche di Germania, da un tetto piano in legno; a reggerlo, lungo la navata, stavano una lunga serie di pilastri tutti uguali, ornati tutti da una piccola semicolonna addossata, dal valore decorativo. Enrico volle che la sua chiesa, “Spira II”, venisse finalmente coperta da volte a crociera anche nella grande navata. I suoi architetti lo accontentarono, come detto, potenziando innanzitutto le fondamenta, perché fossero in grado di reggere il peso della nuova copertura. Poi fecero il loro piccolo gioco di prestigio: presero a destra e a sinistra un pilastro sì ed uno no, e li destinarono a reggere le crociere quadrate che si dovevano per costruire per accontentare l’imperatore. A questi pilastri prescelti, che formavano in pianta proprio gli angoli del quadrato della futura crociera, gli architetti di Spira II aggiunsero semplicemente una semicolonna più sporgente e più robusta di quella che già c’era; fecero salire queste semicolonne portanti un po’ più in alto di quelle preesistenti, fino a farle diventare i punti su cui si sarebbero potute impostare, come in effetti avvenne, le volte a crociera della “nuova” cattedrale.

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L’alzato di “Spira I”, a destra, e di “Spira II” a sinistra

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La pianta del Duomo

Il nuovo Kaiserdom, con la sua bella volta in pietra, era finalmente in grado di confrontarsi senza complessi con le pochissime chiese di uguali dimensioni. Ma a noi qui oggi interessa osservare come sia cambiato l’alzato della basilica di Spira, a cui davvero quelle semicolonne aggiunte hanno fatto fare un salto d’epoca e di cultura. Prima, infatti, la parete della navata, con quei sostegni tutti uguali, pilastri piatti appena mossi dalle piccole semicolonne, in successione regolare e ordinata, richiamavano con grandissima forza lo schema tipico delle colossali pareti della basiliche romane: l’impero germanico si paragonava alla Roma imperiale, e per farlo ne adottava il linguaggio. Ora la continuità “romana” si trasformava in ordinato ma complesso dialogo tra sostegni diversi: l’alternanza dei sostegni stessi, in grado di marcare i giochi dei pesi e delle forze, e di organizzare la struttura in moduli, è l’abc del nuovo lessico “romanico” che, una volta adottato, porta il Kaiserdom davvero in un altro secolo, in un altro mondo, in un altro Impero.

Per compiere la metamorfosi è bastato aggiungere una semicolonna – quasi un asta usata per saltare oltre l’ostacolo -. Ma a far muovere tutto, anche a Spira, è stata la volta in pietra, primo motore dell’architettura monumentale del medioevo romanico.

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Il possente interno della cattedrale di Spira oggi

 

 

12 pensieri su “Una mezza colonna, e Spira è romanica

  1. Giulio Giuliani ha detto:

    Giuseppina Monzi (da Fb):
    Spira! Splendida cattedrale imperiale con la mirabile cripta più grande d’Europa!!!!! È in questa cattedrale che Edith Stein, santa Teresa Benedetta della Croce, andava a pregare! Quanto mi piacerebbe visitarla!!!!!

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      • Giulio Giuliani ha detto:

        Giuseppina Monzi (da Fb):
        Non lo dico io ma la storia: “La cripta monumentale Cattedrale di Spira, consacrata nel 1041, è la più grande cripta sala a colonne romanica in Europa, con una superficie di 850 m 2 (9149 sq ft) e un’altezza di circa mq. 7 m. Quarantadue inguine-volte sono supportate su venti colonne cilindriche con semplici capitelli cuscino. La blocchi di arenaria si alternano in colore tra il giallo e la ruggine, un design tipico dell’epoca Salica e Staufer, e fornendo il contesto del colore-schema della facciata del 19 ° secolo. La “chiarezza architettonica è assolutamente eccezionale, a seguito della precisa esecuzione delle modanature base ei capitali cuscino, insieme con il sistema enfatica di archi trasversali.”

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        • Giulio Giuliani ha detto:

          Proprio qui si arriva, Giuseppina. Perché In rete si trovano altre considerazioni che attribuiscono il primato alla cripta dell’abbazia di Nonantola, nel modenese, Come quella di Cinzia Malaguti: “La cripta è straordinaria: una selva di 64 colonne, di cui 16 sono originarie, con capitelli figurati (VIII-IX secolo), illuminati da una tenue luce, caratterizzano un ambiente pieno di fascino e suggestione… E’ la più estesa cripta di epoca romanica tra quelle in Europa. Davvero straordinaria!”. Dovremo approfondire, per avere una sentenza definitiva. Sempre che sia importante trovarla 🙂

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            • Giulio Giuliani ha detto:

              Eh insomma mi ci avete fatto appassionare e ho fatto anch’io le mie misurazioni… Per me: la cripta di Nonantola costituisce più o meno un quadrato, il cui lato equivale alla larghezza della facciata, la quale è larga circa 25 metri. Possiamo ipotizzare che la sua superficie sia di circa 625 mq. Secondo le informazioni che ci dà Giuseppina Monzi (nel commento più sopra) la superficie della cripta di Spira è di circa 850 mq, misura plausibile, poiché si estende sotto tutto il transetto (che misura circa 17 metri per 40, che fa già 680 mq) a cui va sommata la parte sotto presbiterio e abside. Riassumendo: 625 mq a Nonantola, 850 mq a Spira, secondo i miei conti. Poi va detto che la cripta di Spira è decisamente più alta di quella di Nonantola. Per me, a occhio.

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  2. Giulio Giuliani ha detto:

    Gabriele Scott Scardovi Casadio (da Fb):
    Belle, splendide e imponenti queste chiese o cattedrali romaniche del nord Europa. Ma un po’ tutte uguali. La varietà di stili (per parlare solo di romanico) che abbiamo noi in Italia non ha eguali.

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      • Giulio Giuliani ha detto:

        Paolo Salvi (da Fb):
        Diciamo che mentre la Germania e la Francia erano un po’ più unite, in Italia la parcellizzazione era estesa; con 4 repubbliche marinare, i liberi comuni, i vari ducati longobardi e territori normanni, questi hanno accentuato questa distinzione geo-culturale del romanico in Italia, moto regionalmente connotata. Peraltro sono evidenti anche in Francia le caratterizzazioni legate alle singole regioni.

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  3. Paolo Salvi ha detto:

    Interessante analisi, sintetica ma puntuale, del passaggio da Spira I a Spira II con la sostituzione delle classiche capriate lignee con volte a crociera in muratura per la copertura della navata centrale. Un tema molto avvincente quello sulla nascita e lo sviluppo della volta nelle chiese romaniche. Volte di grandi dimensioni, quelle sulle navate centrali, seguono quelle più semplici da realizzare nelle navate laterali, segno di uno sviluppo della tecnica del costruire.
    P.S. Il linguaggio è corretto e privo di tecnicismi incomprensibili.

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  4. Giulio Giuliani ha detto:

    Giuseppina Monzi (da Fb):
    Comunque io avevo letto le informazioni su Spira, ecco perché ho scritto che era la cripta più estesa in Europa. Ben venga chi trova notizie sul primato di estensione tra Spira e Nonantola. Intanto, mi sono andata a leggere le notizie su Nonantola. Essendo appassionatissima di abbazie, mi è venuto un grande desiderio di visitarla. Chissà…. quando finirà l’emergenza del Coronavirus…. proporrò la visita a qualche gruppo culturale cui faccio parte. Grazie infinite, BEFORE CHARTRES!!!! E’ estremamente importante che, anche con questo mezzo, si generano curiosità e interessi culturali.

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