San Baudelio, meravigliosa e spogliata

Entusiasta o perplesso. Anzi: entusiasta e insieme perplesso. Chiunque visita l’eremo di San Baudelio se ne va convinto di avere visto una struttura particolarissima e piena di fascino, e allo stesso tempo lascia l’eremo pieno di dubbi e di domande.

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L’esterno dell’eremo

La prima domanda: ma davvero le meraviglie dell’interno, gli affreschi fantasticanti, la colonna che regge la volta più simile ad una palma che ad un elemento strutturale, la tribuna e il colonnato fitto… davvero tutto questo florilegio di colore e di oriente sta dentro quel “cubo”? Già: portate a San Baudelio un amico che non lo conosce, e vedrete come sarà spiazzato dal contrasto insanabile tra l’esterno e l’interno di questo eremo. Che spiazza comunque anche chi lo conosce bene.

La seconda domanda è la seguente: Davvero gran parte delle pitture che adornavano l’interno di questo caleidoscopio… stanno ora altrove? Davvero è accaduto che questa “chiesa”, dopo secoli di abbandono, una volta riscoperta, sia stata comunque spogliata per trasferire gli affreschi più importanti in musei e collezioni d’Oltreoceano?

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L’interno dell’eremo, con la “colonna palma” e la tribuna

Se la risposta alle prime due domande è un netto sì – cioè: sì, si presenta come un “cubo” ma è pieno di magia; e sì, era cento volte più magico di com’è ora – c’è un terzo interrogativo, a cui invece non è facile rispondere. Ed è l’interrogativo complesso sulle origini, sulla natura, sugli influssi che hanno prodotto, in mezzo al nulla dei colli di Berlanga, nella Spagna del nord, questa scatola di mattoni la cui una semplice entrata a ferro di cavallo introduce ad un medioevo eccezionale e forse unico.

E’ ovviamente impossibile rispondere a questa terza questione, e raccontare San Baudelio di Berlanga nello spazio di una pagina. Before Chartres – per ora – si contenta di suggerirne la visita, e di condividere l’immagine di un giovane amico: sta dentro l’eremo, che già all’esterno lo aveva stupito, e ora, curvo sulla guida, prova a spiegarsi il luogo inspiegabile in cui si trova, circondato da animali strani, da colori strani, e da un’atmosfera stranissima.

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San Baudelio, un dettaglio degli affreschi ancora in sede

 

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Una ricostruzione: così doveva apparire San Baudelio

L’eremo di San Baudelio de Berlanga fu con buona probabilità costruito nell’XI secolo dai monaci che si erano spinti in quest’area dell’aspra regione di Soria, e qui vollero erigere un luogo di preghiera, ma anche di rifugio e protezione. Il suo interno è un vano all’incirca quadrato, reso particolarissimo dalla grande colonna centrale che, come una palma, protende i suoi “rami” a reggere la volta. Una parte dello spazio è occupato da una tribuna sostenuta da un fitto colonnato, dietro cui si nasconde un passaggio che conduceva i monaci, in caso di pericolo, in anfratti segreti. Sulla parete opposta si aggiunge un altro piccolo spazio all’incirca quadrato, rialzato e anche questo affrescato, quasi un’abside.

L’eremo era completamente affrescato, con scene della vita di Gesù, ma anche fantastiche e di caccia, e con figure di animali di stile mozarabico risalenti al XII secolo. Dopo secoli di abbandono, nei primi decenni del Novecento l’eremo, pur dichiarato patrimonio nazionale, fu spogliato, e gran parte degli affreschi furono venduti dai proprietari del terreno su cui la costruzione insiste, e finirono all’estero. Gli affreschi staccati si possono ora ammirare in vari musei statunitensi e, per una parte recuperata dalle autorità spagnole, al Museo del Prado di Madrid. A San Baudelio restano, insieme a pochi lacerti non trasferiti, le tracce pallide, appena leggibili, delle scene ora al Prado e negli Stati Uniti.

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“Le nozze di Cana”: questo affresco “strappato” da San Baudelio è ora al Museo di Indianapolis

 

3 pensieri su “San Baudelio, meravigliosa e spogliata

  1. Giulio Giuliani ha detto:

    Ismael Gonzalez Gregorio (da Fb):
    Esa ermita mozárabe es una joya. Cuando la visité, incluso me dejaron entrar en el antiguo eremitorio. Qué sensación… (Quell’Eremo mozarabica è un gioiello. Quando l’ho visitata, mi hanno persino fatto entrare nel vecchio eremo. Che sensazione…)

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  2. Giulio Giuliani ha detto:

    Alba Santamarina (da Fb):
    Ho letto l’articolo interessantissimo. Penso che fosse un luogo affascinante e misterioso. Che peccato che sia stato spogliato dei bellissimi ed insoliti affreschi! Mi piacerebbe farne oggetto di approfondimento.

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