Sì, il Portail Royal è… before Chartres

E siamo di nuovo a Chartres, luogo di arrivo, luogo di svolta, luogo di ripartenza. Siamo di nuovo a Chartres, la cui cattedrale è senza dubbio gotica – in un altro articolo l’abbiamo descritta addirittura come il paradigma del gotico – e però ha ancora molto da raccontare a chi, come noi, insegue fino alle sue ultime spiagge l’arte e lo spirito romanici. E se questa bellissima Notre Dame può dire la sua, e a pieno titolo, nel congresso sull’arte romanica, pur essendo un capolavoro del gotico, è per via del suo portale occidentale, il Portail Royal, che si fatica a concepire come separato rispetto al resto della costruzione gotica, e che però gotico non è. E che non può essere trascurato da chi studia il romanico, se non altro, per due motivazioni concrete ed inoppugnabili.

Il Portail Royal con la sua triplice articolazione

La prima ragione è che il triplo portale – come tutta la parte bassa della facciata di Notre Dame, e come le basi delle torri – non appartiene alla ricostruzione “finalmente gotica” della cattedrale di Chartres, avviata nel 1194: la nuova chiesa, infatti, sorse gotica, costruita dal 1194, dopo l’incendio che devastò la costruzione precedente; ma il portale e la facciata “bassa” non furono ricostruiti, perché sopravvissero all’incendio. Si può dire, quindi, che il vento nuovo, e in sostanza moderno, che soffiò sulle vele della riedificazione della fine del XII secolo, e fece partire a Chartres il primo vero cantiere gotico, si estese su tutta la chiesa, tranne che sul Portail Royal e sulla parte inferiore della facciata.

La cattedrale di Chartres

La seconda ragione per cui è impossibile escludere il portale di Chartres dal percorso dell’arte, della scultura e dell’iconografia romanica è una pura presa d’atto cronologica: pensato, organizzato, e costruito a metà del XII secolo (o al più, secondo alcuni, intorno al 1165), il Portail Royal è precedente di quasi mezzo secolo rispetto alla scintilla gotica che scocca alle sue spalle nel 1194, e il confronto tra i rilievi che lo costituiscono e quelli degli altri due portali della cattedrale – quelli sulle due testate del transetto, costruiti insieme alla chiesa dopo il 1194 e quindi con essa coerenti – ci conferma la distanza di stile: questi sono compiutamente gotici, il Portail Royal è… qualcosa di diverso e di unico. “Quant au portail Royal – ha scritto saggiamente Yves Delaporte – on peut en dire sans paradoxe que c’est le plus récent des portails romains et le plus ancien des portails gothiques“. Commentando la figura del Cristo che occupa la lunetta centrale, Gérard De Champeaux scrive che “non si possono già più fare paragoni con i suoi grandi predecessori romanici; la testa – barba, capigliatura, baffi – annuncia un’arte che ormai, copiando la natura sensibile, tacerà di quella invisibile. L’uomo prende la precedenza sulla Parola, e verrà un giorno in cui la sovrasterà”; ma intanto anche a Chartres, sopra l’ingresso, ad accogliere il fedele che entra in chiesa è ancora, secondo la più cruciale regola del romanico, la Seconda Venuta del Salvatore.

La lunetta centrale, con la Seconda Venuta del Salvatore
Le statue-colonna a destra nel portale centrale (foto: Urban)

E tornando al tema della datazione, chi intendesse derubricare dal grande libro del romanico questo capolavoro, con le scene delle tre lunette, gli archivolti, e soprattutto con le sue bellissime statue-colonna – qui un interessantissimo video che illustra e riassume il piano iconografico del Portail Royal – deve giocoforza ricordare che esso è stato realizzato pochissimi decenni dopo il grande portale di Moissac (che si fa risalire al 1125), pochi anni dopo quelli di Autun (1130-1145) e di Beaulieu-sur-Dordogne (1130-1140), e negli stessi anni in cui si scolpiva il portale di Vézelay (circa 1150), che del romanico costituiscono le pietre miliari; per contro, il portale di Chartres è stato scolpito trent’anni prima del Portico della Gloria di maestro Mateo a Compostela (realizzato dopo 1175) e del portale occidentale della Cattedrale di Avila (1175-1190). Quanto alle statue-colonna del Portail Royal, infine, qualcuno le avvicina alle figure allungate realizzate da Leodegario per il portale di Sangüesa, in Navarra; le quali però – lo avreste mai detto? – sono certamente successive, perché databili tra il 1160 e il 1170.

Statue-colonna nel portale di destra (foto: substackcdn.com)

Occorre ammettere che nell’Europa del XII secolo la regione intorno a Parigi correva verso il nuovo – verso il gotico – ben più velocemente di quanto non stessero facendo certe altre regioni “periferiche”. Ma anche tenendo conto di questo slancio regionale, dobbiamo guardare al triplo portale orientale di Notre Dame con occhi ben aperti, e da vicino. Conoscerne le vicende aiuta a valutare facendo i doverosi distinguo; e si potrebbe alla fine arrivare a concludere che esiste, nell’Ile-de-France, una vasta e splendida cattedrale gotica… che conserva un grande e meraviglioso portale romanico.

L’architrave del portale centrale, con gli apostoli e due profeti

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6 pensieri su “Sì, il Portail Royal è… before Chartres

  1. Francesca Mutti (da Fb):

    Anche quegli archi acuti fanno pensare al gotico. Ma c’è del vero nelle considerazioni fatte nell’articolo, anche perché non si può poi dividere la storia dell’arte con confini troppo netti. Grazie!

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    1. Contano, gli archi acuti, Francesca, per aiutare a datare un’opera. Ma non sono determinanti, Anche l’arco sopra la lunetta di Moissac è leggermente acuto, e ancor di più lo sono quelli di Sangüesa, ma nessuno dei due portali può essere considerato gotico.

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  2. Avatar di Paolo Salvi Paolo Salvi

    Davvero interessante il raffronto cronologico con i portali romanici coevi o quasi, è da rilevare quanto sia corretta l’espressione del De Champeaux che assegna all’opera un valore ambivalente (l’ultimo portale romanico ed il primo gotico).
    Non dobbiamo farci ingannare dagli archi acuti delle ghiere e bollare banalmente come opera gotica questo magnifico portale. L’arco acuto è solo uno degli elementi caratteristici del gotico e da questo non utilizzato in esclusiva. E’ un elemento architettonico più antico e presente in costruzioni ancora chiaramente romaniche. Penso a molte chiese romanica d’Alvernia e Borgogna coperte da volta a botte archiacuta. L’iconografia rappresentata è chiaramente ancora romanica, anche se il modellato e i dettagli già preludono al naturalismo gotico.
    L’arte in realtà trascende i periodi rigorosamente definiti e rifugge le date-cesura che tanto prendono gli storiografi e gli appassionati ed assume contorni via via più sfumati e al contempo affascinanti nelle fasi di passaggio, dove riusciamo ad individuare elementi tardivi e altri anticipatori.

    Una cosa però rilevo che non mi convince molto; l’affermazione che sia il primo cantiere gotico a Chartres, nel 1194.
    Dal Saint-Denis dell’abate Suger (1135-44) notoriamente conosciuta come l’alba del gotico, mi pare che sia ben troppo il tempo trascorso per individuare, attorno all’Île-de-France, il primo cantiere gotico proprio a Chartres.
    Infatti abbiamo la Cattedrale di Sens (1135-64) conosciuta come la prima vera cattedrale gotica compiuta in Francia. Poi le Cattedrale di Noyon e Cattedrale di Laon (1150-55) che introducono l’alzato a quattro livelli (arcate, tribune, triforio e claristorio). Quindi nel 1163 abbiamo l’inizio dei lavori per Notre-Dame de Paris, simbolo del passaggio verso una monumentalità più matura. 

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    1. Sai che io non sono molto ferrato quanto all’arte gotica, Paolo… 🙂 Ma a dire il vero, questa cosa che il cantiere di Chartres sia il simbolo di una nuova era viene dalla lettura di “La cattedrale gotica” di Otto Von Simson: anche lui parla degli altri cantieri nel corso del XII secolo, ma si concentra molto su quello di Chartres perché la vicenda dell’incendio e della ricostruzione dà in modo forte il senso del collegamento tra la cattedrale e la città, e in particolare tra la cattedrale e il “business” dei cittadini di Chartres. Diciamo che a Chartres non è un abate a volere una nuova chiesa – come accade a Saint-Denis – ma un’intera comunità sociale ed economica, che vede nella ricostruzione della cattedrale incendiata il solo modo per continuare a “fare affari”. Questo rende il cantiere di Chartres più moderno di quello di parigino di Suger: è una semplificazione, ovviamente, ma concettualmente efficace.

      Ne ho scritto qui: https://beforechartres.blog/2020/10/05/chartres-anno-1194-la-scintilla-gotica/

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      1. Avatar di Paolo Salvi Paolo Salvi

        Comprendo ed avevo immaginato che avessi riferimenti bibliografici precisi, ma resta il fatto che non è la prima cattedrale gotica, preceduta da cattedrali notoriamente importanti. Naturalmente è difficile se non forse proprio impossibile stabilire cosa sia un “cantiere gotico” e quale sia il primo ad essere stato impiantato.

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